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L’OSPITE - ARNO ROSSINIJuve, riprendere Allegri è stato il peccato originale

21.09.22 - 07:00
«Allegri poco umile e attento. I risultati non ci sono, la classifica è deficitaria e la sua Juve non ha un'identità»
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Juve, riprendere Allegri è stato il peccato originale
«Allegri poco umile e attento. I risultati non ci sono, la classifica è deficitaria e la sua Juve non ha un'identità»
Arno Rossini: «Un’altra possibilità Simone Inzaghi la merita».

MILANO - Una ha perso contro Lazio, Milan e Udinese e langue al settimo posto della classifica. Una è invece stata sconfitta solo dal Monza ma, pareggiate quattro delle sette partite disputate, in graduatoria è addirittura ottava. La prima in Champions League ha vinto uno dei due match giocati, la seconda è invece caduta due volte su due. Questi numeri, impietosi, da soli bastano per raccontare la crisi di Inter e Juventus. Se, però, a questi si aggiunge un'analisi delle prestazioni, ecco che da difficile la situazione si fa addirittura tremenda.

La stagione di nerazzurri e bianconeri è già compromessa; i loro mister, Inzaghi e Allegri, hanno davvero il posto garantito?
«Cominciamo dalla Juve, che è quella messa peggio - è intervenuto Arno Rossini - Onestamente io Allegri non lo avrei ripreso. Tanto meno, poi, lo avrei premiato con un contratto così lungo».

Richiamarlo dopo il divorzio, è stato quello il peccato originale?
«Sì, assolutamente. Gran parte dei guai della Juventus di oggi si sono acuiti nel momento della scelta dell'allenatore».

Da mister, in questa situazione salveresti… il mister?
«I risultati non ci sono, la classifica è deficitaria e, più grave di tutto, la squadra non ha un'identità di gioco. È in piena confusione. Forse Allegri pensava di poter replicare quanto fatto nella sua prima avventura a Torino, ma questo gruppo ha un tasso tecnico decisamente inferiore rispetto a quello di qualche anno fa».

Le carenze della squadra non sono però colpa del tecnico…
«È vero, ma l'acquisto dei giocatori è stato di sicuro avallato dall'allenatore. Il punto, comunque, è un altro. È quello che potrebbe dare quella squadra, il livello che potrebbe raggiungere e che invece non tocca praticamente mai. In questi mesi Max non è riuscito a proporre nulla, a dare una linea di gioco all’undici che schiera in campo. A livello calcistico, i bianconeri valgono zero e la colpa di ciò è tutta sua. Per me è da esonerare». 

La storiella che alla fine “decide” il gruppo?
«A livello gestionale, Allegri si sta ponendo con spavalderia, è sempre poco umile e si è dimostrato poco attento. Questo atteggiamento, a parer mio, lo ha allontanato dal gruppo. E se la squadra non ti segue non c'è nulla da fare».

Si decidesse per un cambio in panchina, il sostituto avrebbe il tempo per raddrizzare la stagione?
«Avrebbe sicuramente il tempo per far rendere la rosa per quanto realmente vale».

Anche a Milano, sponda nerazzurra, non stanno festeggiando.
«Commettendo degli errori, Inzaghi si è cacciato in una brutta situazione. A differenza del collega bianconero, però, sembra conscio degli sbagli fatti e in grado di fare invertire la rotta ai suoi. È sempre pronto a difendere la squadra e i giocatori paiono stare dalla sua parte; questo mi fa pensare che quello vissuto dall'inter sia, alla fine, solo un momento negativo, che passerà. Poi ovviamente nel calcio contano i risultati, contano i numeri».

Inzaghi quindi è da salvare?
«Non può tirare la corda all'infinito, è chiaro, ma un’altra possibilità la merita. Fossi nei dirigenti dell’Inter, lo sosterrei ancora, dandogli la possibilità di riscattarsi in Champions League e nelle prossime partite di campionato. Poi, certo, non ci fosse un netto cambio di rotta…».

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