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L’OSPITE - ARNO ROSSINI
11.08.2021 - 07:000
Aggiornamento : 23:10

«Murat Yakin? Credo che di profili migliori ce ne fossero in giro»

Arno Rossini: «Se vai da Lucien Favre non puoi insultarlo offrendogli un contratto brevissimo»

«Siamo partiti male. Quando una dirigenza interpella i giocatori, immediatamente leva potere e credibilità al mister».

MURI - Non Lucien Favre, Joachim Löw o Arsène Wenger e neppure René Weiler o Bernard Challandes. Il nuovo selezionatore della Nazionale è Murat Yakin. Svizzerissimo, preparatissimo, emozionatissimo, il 46enne ha toccato il cielo con un dito quando è arrivata la chiamata dalla Nati. Ma la Nati può, a sua volta, brindare? Ha portato a casa l’uomo giusto per ricominciare dopo il regno di Vlado Petkovic?

«Dobbiamo sperarlo - è intervenuto Arno Rossini - dobbiamo augurarcelo con tutto il cuore».

Risposta che fa trasparire poca convinzione...
«Diciamo che mi aspettavo un altro nome e altre modalità di gestione della trattativa».

Cosa stona nella nomina di Yakin?
«La Nazionale è reduce da un ottimo Europeo e occupa il 13esimo posto nel ranking FIFA. È insomma una realtà importante. Mi sarei quindi aspettato la chiamata di un allenatore importante». 

Murat non lo è?
«Ha avuto una bella carriera da calciatore. E una buona prima parte di carriera da allenatore. Però ora era in Challenge League, in un club che è in parte suo. Poi, lo spero davvero, magari in rossocrociato saprà sorprendere; penso in ogni caso che di profili migliori ce ne fossero in giro. Credo che per noi Yakin abbia l’appeal a suo tempo avuto da Ventura in Italia. Mi auguro vivamente che i risultati siano diversi».

Qualche nome è stato fatto. Magari, semplicemente, l’ASF ha preso dei due di picche.
«E qui siamo alla gestione della trattativa con i candidati: se punti un grande allenatore devi essere pronto a fargli un’offerta irrinunciabile».

Tanti soldi.
«I parametri per convincere un professionista sono tre: soldi, durata del contratto, potere in seno alla Federazione in quanto a gestione delle squadre nazionali. Se non puoi concludere un accordo ricco magari puoi puntare sulla durata. O dare maggiori poteri. Puoi per esempio assicurare al big di turno che avrà la possibilità di portare la sua filosofia di calcio e che avrà il tempo per svilupparla. Qui invece non c’è stato nulla di ciò, anzi il "tempo" è qualcosa di assolutamente stonato».

Il tempo delle qualificazioni al Mondiale.
«E poi vi sorprendete che i grandi abbiano declinato? Se vai da Lucien Favre, che è di gran lunga il migliore in Svizzera, non puoi insultarlo offrendogli un contratto brevissimo. Lui che ha rifiutato Bordeaux e Crystal Palace andava stuzzicato con qualcosa di più. E lo stesso vale per gli altri. C’è poi la questione giocatori, al parere che è stato chiesto».

Non va bene?
«Il selezionatore è il capo. I calciatori sono al suo servizio. Non devono accoglierlo, solo seguire le sue istruzioni. Quando la dirigenza, che sia di una Federazione o di un club, interpella i giocatori, immediatamente leva potere e credibilità al mister. Così siamo partiti male». 

La situazione è quindi poco entusiasmante?
«Proponendo un contratto di un anno, poco più, e interpellando i calciatori, a Muri hanno implicitamente dimostrato di non aver loro, per primi, fiducia in Yakin. Sembra quasi abbiano detto: “prendiamo lui, lo teniamo fino al Mondiale e intanto vediamo se c’è qualcosa di meglio in giro”. Avessero veramente creduto nella scelta fatta avrebbero almeno firmato fino al prossimo Europeo. Qualora i primi risultati dovessero essere negativi, con un accordo lungo solo fino novembre prossimo, quale pensate potrà essere il peso di Murat nello spogliatoio?».

Dall’addio di Petkovic non è passato molto: l’ASF, va detto, ha dovuto muoversi velocemente in vista dei prossimi, imminenti, impegni.
«Vero, ma si è anche fatta trovare totalmente impreparata e si è mossa in maniera goffa, mettendo al timone della barca un capitano che potrebbe presto trovarsi nella tempesta».

Contattata, l’ASF ha tenuto a precisare che a Lucien Favre non è mai stato offerto il posto di selezionatore per la Nazionale maggiore e che i giocatori non sono in nessun momento stati coinvolti nel processo di scelta e ingaggio di Murat Yakin.

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