Laura Pirovano, i suoi due miti sono svizzeri

L'italiana ha parlato a margine di una stagione che l'ha vista conquistare la sempre ambitissima coppa di discesa
L'italiana ha parlato a margine di una stagione che l'ha vista conquistare la sempre ambitissima coppa di discesa
TRENTO - Laura Pirovano è reduce da una grande stagione, nella quale ha conquistato la coppa di discesa, la disciplina regina dello sci alpino. Da eterna piazzata, la 28enne di Trento ha finalmente fatto pace con la sfortuna, tanto che nell'ultimo mese di Coppa del Mondo ha ottenuto tre vittorie (due in Val di Fassa e una a Kvitfjell), che le sono valse appunto la classifica di discesa.
Ancora oggi, a distanza di un mese, l'italiana fatica a realizzare dell'impresa realizzata. «A essere sincera no, non ho ancora realizzato del tutto - ha detto a ildolomiti.it - Ogni tanto passo davanti alla Coppa del Mondo, che è sistemata sul pianoforte, la guardo e mi dico: "ma veramente l'ho vinta? Eh sì, eccola qui". Per me sarebbe stato già meraviglioso salire sul podio, figuriamoci vincere una gara. Ne sono arrivate tre, due in "casa", nel mio Trentino, in appena quindici giorni con annessa la coppa. Ormai la parola che utilizzo più spesso è "incredibile", perché non riesco a definire in altro modo quello che ho fatto».
A Pirovano è poi stato chiesto di indicare i suoi miti... Ed entrambi sono svizzeri...«Nello sci Lara Gut Behrami. La adoro ed è fonte di grande ispirazione. Nello sport in generale Roger Federer, uno straordinario esempio di umiltà, con una capacità di pensare immediatamente - nel suo caso - al punto successivo, sia dopo un colpo vincente che dopo un errore».




