Djokovic allontana il ritiro

Il serbo ha ancora tante ambizioni nel tennis, così come nella sua vita privata: «L’area che mi interessa è quella del wellness, della longevità, della salute fisica e mentale».
Il serbo ha ancora tante ambizioni nel tennis, così come nella sua vita privata: «L’area che mi interessa è quella del wellness, della longevità, della salute fisica e mentale».
ROMA - In tanti pensano che il momento di appendere la racchetta al chiodo sia molto vicino per Novak Djokovic. Ma non il diretto interessato, che ha ancora grandi ambizioni, in particolare una. «Vorrei vincere almeno un altro titolo del Grande Slam, oltre che riuscire a essere in salute e a giocare ancora per i prossimi anni», ha detto in un'intervista su Vanity Fair Italia.
Il serbo guarda però anche al di fuori del tennis: «Ho tanti sogni come padre. Poi, tanti progetti lavorativi che non vedo l’ora di condividere con il mondo. L’area che mi interessa è quella del wellness, della longevità, della salute fisica e mentale. Il tempo nella vita privata è più lento, ma sembra comunque volare. Sono in pace con l’idea che voli. Però voglio essere presente per i traguardi dei miei figli. Voglio esserci per la mia famiglia, perché viaggiando molto sono spesso assente. Devo trovare sempre un equilibrio. Da ragazzo il tempo non era così impattante nella mia mente».
Nole ha poi parlato del suo rapporto speciale con l'Italia: «È la nazione più importante nella storia dell’umanità. Amata per tante cose ovvie come la storia, la cultura, la musica, il cibo, le auto, la moda. Ho avuto nella mia carriera un rapporto speciale con gli italiani, ho lavorato e lavoro con persone italiane nel mio team, sono orgoglioso di parlare l’italiano, che è una delle lingue più belle. C’è tanto da ammirare, anche per quanto riguarda il nostro sport: quello che l’Italia ha fatto negli ultimi 10-15 anni, con i successi nel tennis maschile e femminile, è ammirevole. È la leader in questo momento e le più grandi congratulazioni vanno alle persone coinvolte in questo successo. Potrei andare avanti per ore a parlare dell’Italia!».




