Immobili
Veicoli

SCI ALPINODrukarov, passi da... Gigante: «Non ho mai smesso di credere in me. Lara? È un esempio»

21.09.22 - 13:30
Andrej Drukarov in rampa di lancio: «Trovo che l'anno scorso ho fatto un bel passo avanti»
Drukarov
Drukarov, passi da... Gigante: «Non ho mai smesso di credere in me. Lara? È un esempio»
Andrej Drukarov in rampa di lancio: «Trovo che l'anno scorso ho fatto un bel passo avanti»
Dalle nevi ticinesi alla Coppa del Mondo: «L'obiettivo per la stagione alle porte è quello di essere nei primi 30 gigantisti di CdM».

BELLINZONA - Nel dizionario di Andrej Drukarov il termine “mollare” non lo troverete mai. Le difficoltà, il duro lavoro, il cronometro delle gare che spesso gli dava dato “torto” e in generale le delusioni non lo hanno mai fermato. Anzi, sono tutti elementi che gli hanno fatto innestare una marcia in più per arrivare dov'è oggi. La ciliegina sulla torta è arrivata lo scorso mese di febbraio quando il 23enne – che gareggia per la Lituania - ha avuto il grande onore di prendere parte a un'Olimpiade.

Nato il 10 maggio 1999 a Vilnius, Andrej nel 2009 si trasferisce definitivamente in Svizzera (fra Andermatt e Aquila in Val di Blenio), dove la mamma trova un lavoro e dove lui comincia le scuole dell'obbligo (frequentate in gran parte a Lugano). «Mi sono subito appassionato a questo sport, anche se inizialmente ero un disastro. Ho cominciato a sciare a Campra e Campo Blenio, prima con gli sci di fondo. Ma era una cosa così, non avevo grandi aspirazioni». 

E poi... - «Sì, poi con il tempo ho capito che sciare mi piaceva molto. Nelle gare giovanili non mi sono mai qualificato per nessuna finale, ma nonostante ciò non ho mai smesso di crederci. Se guardo da dove ho iniziato, ero uno dei tantissimi. È uno sport nel quale è facilissimo mollare perché richiede una miriade di sacrifici: sei da solo in mezzo ai ghiacciai al freddo, ti svegli presto al mattino per allenarti mentre i tuoi amici ti mandano foto dal mare o dal lago. Malgrado ciò non posso lamentarmi: ho goduto di tanto sostegno, anche dalla federazione lituana, che ringrazio. Devo inoltre riconoscere che ho sempre avuto le persone giuste attorno a me».

Poche settimane e sarà... CdM - «Mi sto preparando con la squadra B di Swiss-Ski per il terzo anno consecutivo. Uno dei miei allenatori è l'ex campione olimpico Sandro Viletta. Non sapete quanti consigli utili mi ha dato, è davvero un bel personaggio. In aggiunta, privatamente ho due allenatori che mi danno una mano, gli italiani Corrado Castoldi e Andrea Testa, ai quali devo dire soltanto grazie. Prima del mio ingresso in Swiss-Ski sono loro che mi hanno "tirato su". In generale trovo che in Svizzera ci siano le strutture giuste per far sì che uno sciatore possa crescere e perseguire i suoi obiettivi».

Stagione molto importante - «Trovo che l'anno scorso ho fatto un bel passo avanti. Alle Olimpiadi sono caduto nella seconda manche del gigante, ma al termine della prima ero nei primi 20. Dopo essere tornato dall'infortunio ho fatto i primi punti in CdM: una bella iniezione di fiducia».

Crescere, crescere e crescere ancora - «Punto sempre a migliorarmi e l'obiettivo per la stagione alle porte è quello di essere nei primi 30 gigantisti di CdM. In questo momento mi sto concentrando quasi unicamente sul gigante. In generale trovo che nello sci alpino la polivalenza stia un po’ sparendo poiché è sempre più difficile essere performanti in più discipline. A meno che tu non sia un fenomeno come i vari Odermatt, Shiffrin o Vlhova».

L'esempio arriva dal... Ticino - «Ho sempre considerato Lara Gut-Behrami un esempio eccezionale di tecnica e bravura. Non guarda in faccia a nessuno e i risultati che ha raggiunto parlano per lei. Mi ha spesso impressionato, quante volte mi sono detto "Ma come ha fatto?". In generale nello sport apprezzo tantissimo l’alto livello e tutti quegli atleti in grado di esaltarsi quando il livello si alza. Nello sport devi vincere e fungere da esempio per gli altri e per me Lara lo è stato. Se poi non risulti simpatico ad alcune persone, onestamente non mi interessa».

L'esperienza a cinque cerchi - «Qualcosa di pazzesco. L'organizzazione che regna attorno all'evento mi ha colpito. Vi faccio un esempio: quando mi sono fatto male hanno visto il mio referto in sette/otto dottori per poi comunicarmi in FaceTime il responso. Se mi tremavano le gambe prima di scendere? No, da questo punto di vista riesco a gestire bene le emozioni».

Non sempre è tutto evidente... - «Una stagione in CdM è onerosa e gli sponsor sono una necessità fondamentale. Ogni anno, purtroppo, si deve partire da zero. Per questo siamo sempre alla ricerca di qualcuno che ci possa dare una mano». 

COMMENTI
 
NOTIZIE PIÙ LETTE
ULTIME NOTIZIE SPORT