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LOCARNO
14.08.2019 - 11:000

Vengono in Europa a pulire le nostre case, ma quanta sofferenza nei loro occhi

Nelle Filippine, in un centro di formazione ai lavori domestici, le candidate pronte a partire si preparano alla nostalgia e ai maltrattamenti che potrebbero aspettarle oltremare.

Si occupano di noi, entrano nelle nostre vite, puliscono le nostre case, badano alla famiglia. Eppure in moltissime occasioni subiscono violenze, ingoiano rospi, trascorrono giornate cariche di lavoro, sfruttamento e sofferenza. La vita delle collaboratrici domestiche – che sfuggono spesso da realtà di povertà – non è fatta solo di speranze e di sogni infranti. Ma anche di straordinarie capacità di resistenza, di sopravvivenza. Di forgiarsi un nuovo destino.

Il film "Overseas", in concorso nella sezione Cineasti del presente, mostra un gruppo di donne che si preparano a lasciare il loro paese, i loro figli, i loro familiari, per gettarsi nell'ignoto di una nuova vita all'estero. In tutto il film c'è sempre una tensione tra qui e altrove. Le donne pronte a partire devono lasciarsi alle spalle tutto ciò che non potranno più fare all'estero: seguire il loro dramma coreano preferito, immergersi nei libri del loro autore preferito, visitare la tomba della zia.

Alla base del lungometraggio di Sung-A Yoon un grande lavoro di preparazione e documentazione: tre viaggi nelle Filippine prima delle riprese che le hanno permesso di osservare in profondità l'intero processo di formazione, necessario per qualsiasi donna filippina che desideri lasciare il paese come collaboratrice domestica. Oltre, naturalmente, agli incontri con molte donne che hanno già vissuto il percorso migratorio.

La scelta del luogo è stato, come spesso accade, determinato da diversi fattori, non da ultimo dall’adesione al progetto del film. La struttura stessa del centro di formazione richiama inoltre i set cinematografici dove vengono prodotte le soap opera, presenti nella cultura popolare delle Filippine. Tutti i centri offrono una ricostruzione delle stanze tipiche della casa che le future colf abiteranno come dipendenti: cucina, soggiorno, bagno, camera da letto.

Ma che cosa imparano le donne che si preparano a diventare “eroine dell’economia”, come le definiscono i media locali? Competenze domestiche, seminari di preparazione alla partenza, corsi di lingue del paese di destinazione, corsi di gestione dello stress, visite mediche. Attraverso giochi di ruolo, le candidate vengono confrontate anche con potenziali situazioni di abusi , conflitti e violenze. Nel gioco, il dominato diventa dominante e viceversa.

“Quello che mi interessava veramente - spiega la regista - era il punto di vista di queste donne. Donne che nel centro di formazione sono un po' tagliate fuori dal mondo, perché i loro telefoni cellulari vengono confiscati all'arrivo. Volevo che il film restituisse il tempo della formazione come una fase di transizione, una sorta di sala d'attesa, per tutte coloro che stanno per abbandonare la loro vita nelle Filippine”.

La paura di ciò che le aspetta, il dolore della nostalgia e la necessità di riuscire nella formazione per ottenere il Certificato nazionale di Lavoro domestico che darà loro diritto al visto di uscita, sono tutte tappe che segnano la loro vita quotidiana, che sarà spesso fatta anche di grande solitudine.

“Nel concepire questo film – commenta la regista - ho voluto rompere lo stereotipo della donna delle pulizie immigrata scarsamente istruita, vittima passiva e riluttante. In Overseas non si tratta “solo” di scoprire il destino di un manipolo di donne. Ma di immergersi negli edifici amministrativi,  nelle affollate sale d'attesa, nei corridoi pieni di cartelle, per capire il percorso ad ostacoli che ogni anno vivono le persone - centinaia di migliaia - pronte a lasciare il paese.”

Lo spettatore non può non provare empatia per queste donne che, andando all'estero a lavorare, pagano un prezzo molto alto.

Overseas, concorso Cineasti del presente, mercoledì 14 agosto, 11.00 PalaCinema 1 - giovedì 15 agosto, 16.15, L’altra sala - venerdì 16 agosto, 23.00, PalaCinema 2

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