Oltre l'asfalto c’è il coraggio

Christian Fini, Presidente dell’Associazione d’area per l’ambiente e l’energia LEA del PLRT
Recentemente il Governo ticinese, rispondendo alla mozione interpartitica lanciata dal PLR, ha definito “irrisorio” il rapporto costi-benefici delle coperture autostradali rigettando così la richiesta di uno studio di fattibilità approfondito per questo genere di opere in Ticino.
In apertura è doveroso chiarire un punto: PLR e LEA sono i primi a sapere che non tutto è realizzabile. Non ogni tratto può essere coperto. Non ogni intervento sarebbe sostenibile. Pensare il contrario sarebbe utopico e poco serio. Proprio per questo serve uno studio di fattibilità. Un’analisi tecnica approfondita e indipendente che individui le porzioni dove un intervento avrebbe reale senso urbanistico, ambientale ed economico. Dove la riduzione dell’impatto acustico sarebbe significativa. Dove la ricucitura territoriale produrrebbe valore concreto per i residenti e per il tessuto economico locale. Solo attraverso una valutazione oggettiva si può distinguere ciò che è irrealizzabile da ciò che invece rappresenta un’opportunità strategica per il nostro Cantone.
Perché diciamolo, le infrastrutture hanno sì creato sviluppo, ma hanno anche inciso ferite nel nostro territorio. Hanno prodotto cesure fisiche tra quartieri, tra zone residenziali, tra spazi vissuti e spazi attraversati. Ricucire significa risanare. Altrove questo passaggio è già avvenuto. Nel Canton Zurigo, dove la copertura dell’autostrada sta trasformando un’area segnata dal traffico in uno spazio ad alto valore aggiunto, riducendo l’impatto acustico e restituendo qualità urbana. In Romandia, diversi interventi di copertura e integrazione infrastrutturale hanno permesso di riqualificare comparti urbani e ricucire territori frammentati, migliorando concretamente la vivibilità per i residenti. Non si tratta dunque di utopie. Si tratta di scelte pianificate. Le coperture non sono un esercizio estetico bensì uno strumento per migliorare concretamente la qualità di vita.
Oggi sappiamo bene che i cittadini scelgono dove abitare non solo per i servizi, ma per il traffico, per il rumore, per la qualità della vita quotidiana. La competitività di un territorio passa anche da questo. Non chiediamo opere ovunque. Chiediamo di capire dove e come sia possibile farle.Chiediamo coraggio e visione e una stima dei costi. Questa è una visione profondamente liberale, nel senso più autentico del termine: libertà significa anche vivere in un territorio meno frammentato, più attrattivo, più competitivo. È la linea che LEA e il PLRT portano avanti con coerenza.
Siamo a fine legislatura. Tra pochi mesi il Governo entrerà in una fase di gestione corrente in vista delle elezioni. Proprio ora servirebbe un segnale: non chiudere le prospettive, ma aprire scenari. Il vero costo non è studiare soluzioni. Il vero costo è abituarsi alle ferite del territorio come se fossero inevitabili.
Oltre l’asfalto c’è la qualità di vita. Oltre l’asfalto c’è il coraggio di decidere che il Ticino può essere ancora migliore di com’è oggi.



