Lettera aperta ad Albert Rösti: Pro Velo Ticino sostiene la firma di diversi Comuni ticinesi

Pro Velo Ticino
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Pro Velo Ticino ha accolto favorevolmente la decisione di alcuni Comuni ticinesi, tra cui le città di Bellinzona, Locarno e Mendrisio, nonché dell’Associazione dei Comuni ticinesi di aderire alla lettera aperta al Capo del DATEC, Albert Rösti, e ai direttori cantonali dei lavori pubblici, firmata da 592 Comuni svizzeri. Lo scritto si oppone a ulteriori restrizioni dell’autonomia comunale in materia di circolazione stradale, imposte dal Consiglio federale con l’attuazione della mozione “Garantire la gerarchia della rete stradale nei centri abitati e fuori”, approvata dalle Camere nel marzo 2024, in particolare per quanto concerne la riduzione di velocità a 30 km/h sulle strade con grande intensità di traffico.
Pro Velo Ticino critica questa nuova svolta nella politica in materia di mobilità che contrasta nettamente con la tendenza sempre più marcata nei Cantoni svizzeri, ma anche in Europa e più in generale a livello internazionale, di ridurre la velocità del traffico motorizzato per ragioni di sicurezza dei ciclisti, climatiche e di protezione dall’inquinamento fonico.
L’associazione, che difende gli interessi dei ciclisti, rileva altresì una contraddizione tra la suddetta restrizione dell’autonomia comunale e l’intento, più volte espresso anche a livello federale, di voler promuovere un maggior uso della bicicletta quale anello ancora debole del sistema di trasporti multimodale che caratterizza la nuova politica di mobilità. Ambire a un aumento del numero dei ciclisti significa innanzitutto garantire ad essi una maggiore sicurezza anche sulle strade di gerarchia superiore, soprattutto quando lo spazio a disposizione non permette di realizzare vie ciclabili separate. In questi casi la riduzione a 30 km/h è la soluzione più efficace ed economica al problema e permette di applicare la nuova legge federale sulle ciclovie.
Ma una riduzione della velocità costituisce anche una valida alternativa per ridurre l’inquinamento fonico che costringe Comuni e Cantoni a investire importanti risorse finanziarie per la pavimentazione fonoassorbente, in un periodo in cui le casse degli enti pubblici sono deficitarie. Soluzione, tra l’altro compatibile anche con il principio di sussidiarità da applicare in questo ambito.





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