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Le Pornoriviste: "Noi frontalieri della musica, Bignasca venga ai nostri concerti"

Questa sera alle 23 la celebre punk rock band lombarda si esibirà sul palco dell’Arena
Le Pornoriviste: "Noi frontalieri della musica, Bignasca venga ai nostri concerti"
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Le Pornoriviste: "Noi frontalieri della musica, Bignasca venga ai nostri concerti"
Questa sera alle 23 la celebre punk rock band lombarda si esibirà sul palco dell’Arena
MENDRISIO - Tre anni fa avevano deciso di prendersi una pausa. E, oltretutto, la loro ultima produzione discografica risaliva, oramai, al 2007. Un paio di fattori, questi, che, inevitabilmente, consentivano di presupporre uno scioglimento. Ma...

MENDRISIO - Tre anni fa avevano deciso di prendersi una pausa. E, oltretutto, la loro ultima produzione discografica risaliva, oramai, al 2007. Un paio di fattori, questi, che, inevitabilmente, consentivano di presupporre uno scioglimento. Ma non è andata così, le Pornoriviste sono tornate. E sono tornate più in forma che mai. Infatti, lo scorso mese di febbraio hanno dato alle stampe “Le funebri pompe” (Edel), il loro nuovo disco all’interno del quale sono raccolte tredici tracce concepite e generate con un rinnovato entusiasmo, in cui, tuttora, provocazioni e critica sociale rimbalzano da un brano all’altro senza un istante di tregua. Tant’ è vero che non appena incontriamo Tommi Marson, il frontman, ci dice: “Paradossalmente mi piacerebbe che Giuliano Bignasca venisse al nostro concerto. D’altra parte, sul palco dell’Arena saremo un po’ frontalieri anche noi...”

La line-up della band ha subìto un mutamento, senza però scalfire l’irriverenza di un tempo. Ora, infatti, i tre componenti storici, lo stesso Tommi Marson (voce, chitarra), Marco Mortillaro (basso, voce) e Alberto Bregolin (batteria), hanno reclutato Marco Deregibus alla chitarra in sostituzione di Daniele Marceca. Ma nei solchi di ogni brano il punk rock scorre più vivo che mai. “Questo è il primo disco di cui sono completamente soddisfatto”, ci confessa Tommi.

Perché dici questo? Le vostre produzioni precedenti non ti entusiasmano più?
"Nel momento in cui ti trovi alle prese con le registrazioni di un album sei sempre convinto che sia un lavoro straordinario. Quando, poi, riascolti il “prodotto finito” ti rendi conto che manca qualcosa, ti accorgi di qualche imperfezione. Per “Le funebri pompe”, invece, non è capitato".

Il vostro disco precedente risale al 2007. Perché tutto questo tempo prima di tornare sul mercato discografico?
"Credo che per portare avanti il tuo lavoro nel modo migliore, ad un certo punto hai bisogno di fermarti. Altrimenti tutto quanto diventa una routine... Ora avevamo il desiderio e la voglia di tornare in studio, forse la necessità. E nel disco si sente"

Mi racconti la genesi di questo ultimo lavoro?
"Già da quando abbiamo gettato le fondamenta del progetto, volevamo fornirgli la forma migliore. E con questo mi riferisco alla struttura di ogni brano, ma anche alla qualità delle registrazioni. Le recording session, infatti, le ha prese a carico la nostra “guida”, ovvero Gianluca “Amen” Amendolara".

Il titolo è piuttosto curioso, come lo è, del resto, anche il nome della vostra band...
“Le funebri pompe” è una provocazione... Ci piace ridere... Per quanto riguarda, invece, Pornoriviste, nel momento in cui lo abbiamo concepito, nel 1992, eravamo dei ragazzini. Volevamo semplicemente essere in linea con i Sex Pistols, non lo abbiamo ideato perché eravamo dei grandi fruitori di riviste pornografiche. Anzi".

Hai citato i Sex Pistols... Erano loro, quindi, i vostri punti di riferimento musicali?
"Sì, ma anche i Clash e i Ramones".

Ora cosa ascolti?
"Molto reggae... Proprio in questi giorni ascoltavo gli Equals, la band in cui militava Eddy Grant"

Riuscite a vivere di sola musica?
"È capitato. Soprattutto all’inizio del nuovo millennio. Ma dipende dai periodi".

Altrimenti tu di cosa di occupi?
"Un po’ di tutto. Spesso lavoro per un’azienda di giardinaggio".

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