"Che imbarazzo quelle scene sexy con una 17enne"

ROMA - "Devo confessare che nelle scene d'amore con la mia giovane partner, Michela Quattrociocche, ero imbarazzato: avevo tra le braccia una ragazza con la meta' dei miei anni. E lo era anche lei, piu' di me. Sul set abbiamo condiviso ansie e paure". Raoul Bova, protagonista del film ''Scusa, ma ti chiamo amore'' di Federico Moccia (tratto dal suo stesso libro), si confessa al settimanale 'Tu'.
Bova nella pellicola e' un quarantenne che perde la testa per una ragazzina di 17 anni. Una storia in cui il sex simbol del cinema italiano non si riconosce affatto: "No, non mi e' mai capitato, io ho una situazione familiare stabile, molto diversa. Ma sono tanti gli uomini di mezza eta' che si innamorano delle ragazzine. Quello di cui parla il film e' un fenomeno sociale che riguarda tanti uomini che non hanno certezze emotive, e io non li giudico".
A ''Tu'', Raoul parla anche del rapporto con Federico Moccia: "Lui e' un personaggio che mi fa lo stesso effetto di Claudio Baglioni: puo' piacere o non piacere, ma ci ha fatto sognare tutti. E su questo non si discute. Il suo libro e' semplice e parla il linguaggio dei giovani. Come regista poi sa il fatto suo. Conosceva a memoria le battute di tutti i personaggi ed e' stato molto pignolo". Un ritorno alla commedia dunque per l'attore, ma si tratta solo di una parentesi: "Ora torno a essere serio. Girero' un cortometraggio di denuncia contro la pena di morte, per la regia di Gianluca Petrazzi.
Spero venga usato per la campagna sulla sospensione universale della pena capitale".









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