No, questa copertina «non è pedopornografica»

Respinta per la seconda volta la causa di Spencer Elden contro i Nirvana
LOS ANGELES - Niente da fare per Spencer Elden: la sua fotografia all’età di quattro mesi, diventata l’immagine di copertina del leggendario album “Nevermind” dei Nirvana, non è pedopornografica. Lo ha stabilito un giudice federale statunitense, rigettando per la seconda volta la causa intentata dall’uomo contro una serie di soggetti, tra cui gli eredi di Kurt Cobain e i membri superstiti della band, Krist Novoselic e Dave Grohl.
«Né la posa, né il punto focale, né l’ambientazione, né il contesto generale suggeriscono che la copertina dell’album mostri comportamenti sessualmente espliciti» ha scritto il giudice Fernando M. Olguin, motivando la sua sentenza. «Siamo lieti che il tribunale abbia chiuso questo caso infondato e liberato i nostri clienti creativi dallo stigma di false accuse», ha dichiarato l’avvocato Bert H. Deixler, che tutela gli interessi dei Nirvana. Elden aveva presentato la causa per la prima volta intorno al 2021.




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