L’odissea di Omar Pedrini: «Operato 6 volte al cuore, vivo con una spada di Damocle sulla testa»

Ma secondo il cantante i problemi di salute lo hanno reso una persona migliore
Dieci anni di operazioni chirurgiche al cuore, esami, controlli, “tour” in ospedale: Omar Pedrini, cantante ed ex leader della rock band dei Timoria, ha raccontato la sua odissea al Corriere della Sera. Un percorso lungo e travagliato che non è ancora finito e che ovviamente ha cambiato il suo modo di guardare la vita.
«Mi è stato scoperto un affaticamento cardiaco importante - racconta Pedrini, 55 anni -. E il mio cardiologo, Alberto Lanzone, che è diventato un amico, mi ha consigliato l’Humanitas Gavazzeni, dove ha lavorato per cinque anni, per compiere accertamenti ed esami di alto livello. Ho anche un cuore un po’ ipertrofico, più grande del normale».
Nel 2004 la prima operazione chirurgica d’urgenza, ma nel corso degli anni Pedrini ha subito ben 6 interventi. Oggi Pedrini sostiene di vivere «con una spada di Damocle sulla testa. Tutti ne abbiamo una: è sostenuta da un crine di cavallo, il mio è solo più sottile della media. E come me c’è chi ha una malattia oncologica o infettiva, come si è visto a Bergamo e Brescia, dove la pandemia ha spazzato via una generazione».
Il cantante, però, sottolinea anche che i continui problemi fisici l’hanno migliorato come persona. «Di sicuro la spada di Damocle ti porta a essere a posto con la tua coscienza ogni volta che chiudi gli occhi; a comportarti meglio nei rapporti umani: non hai voglia di litigare se domani hai una visita per cui preghi Dio che vada bene. E poi, ti godi il presente. Non immagina con che occhi guardo i miei bambini…».



