Dal tumore alla pace con J-Ax, Fedez tira fuori tutto

L’artista ha svelato dettagli sulla malattia e sul riavvicinamento con il collega
MILANO - Nel presentare “Love Mi”, il concerto di beneficenza organizzato insieme a J-Ax per la città di Milano, Fedez è tornato a parlare della malattia che l’ha colpito e per cui è stato operato nello scorso marzo, rivelando dettagli fino ad ora inediti. «È arrivato l'esame istologico e mi ritengo molto, molto fortunato - ha detto l’artista a una platea di cronisti -. Il mio era un tumore raro, credo che colpisca una persona su un milione, è quello di Steve Jobs per intenderci».
Fedez ha sottolineato come per la sua salute sia stata fondamentale la diagnosi avvenuta in tempo. «La grande fortuna è stata averlo preso in tempo - ha continuato il rapper -. Questo tumore non ha una classificazione in cancerogeno benigno ma in G1, G2 e G3. Un discorso complesso, ma il mio era G1, il che vuol dire ‘tanto c…o’. L’istologico ha fatto vedere che non aveva preso i linfonodi, non ho micro-metastasi, motivo per il quale non devo fare la chemio. Quindi sono… non voglio dire la parola, ma al 90% va tutto bene». Scherzando un po’, Fedez ha anche elencato gli organi coinvolti nella sua operazione chirurgica: «Mi sono stati rimossi duodeno, cistifellea, pancreas e un pezzo d'intestino, ho ancora i punti però miracolosamente mi sto riprendendo, sto ricominciando a fare attività fisica, è solo un tema di ripresa dall’intervento», ha detto l’artista.
Nel corso della conferenza, però, Fedez ha anche raccontato che il tumore l’ha aiutato a riavvicinarsi a J-Ax, con il quale non parlava da anni dopo essere stato suo socio in affari. «Per me è stato fondamentale averlo vicino - ha detto Fedez del collega -. Il giorno in cui, dopo un normale controllo, hanno trovato la massa tumorale avevo appuntamento con lui, quindi è stato tra i primi a saperlo, dopo la mia famiglia. La prima volta che ci siamo parlati di nuovo - lui aveva anche bloccato il mio numero - siamo stati al telefono per sei ore, in cui abbiamo tirato fuori tutto. Ma i tempi erano maturi per andare oltre e concentrarci su quello che di bello c’era stato nella nostra amicizia».




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