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SVIZZERA
14.05.2018 - 11:270
Aggiornamento 16:41

Una persona su due guadagna meno di 6'500 franchi

Leggermente diminuita la disparità tra donne e uomini, che nel 2016 è scesa al 12%

BERNA - Nel 2016 il salario mediano per l'insieme dell'economia svizzera (settore pubblico e privato) era pari a 6'502 franchi lordi, mentre in Ticino ammontava a 5'563 franchi. La metà delle retribuzioni, in altri termini, erano inferiori a questa cifra e l'altra metà la superavano. Lo indica oggi l'Ufficio federale di statistica (UST), precisando che le disparità salariali restano marcate a seconda dei rami economici e tra le regioni.

Nel 2016, il 10% dei dipendenti elvetici, afferma l'UST, guadagnava meno di 4'313 franchi, mentre il 10% meglio retribuito si portava a casa oltre 11'406 franchi. I salari variano, e di molto, a dipendenza dei rami economici e superano nettamente il valore mediano in segmenti ad alto valore aggiunto quali le assicurazioni (8'762 franchi), le attività informatiche e i servizi di informazione (8'900), i servizi finanziari (9'742) e l'industria farmaceutica (9'835).

Ben al di sotto del valore mediano si situano i salari nei comparti dell'industria tessile e dell'abbigliamento (5'208 franchi), del commercio al dettaglio (4'798), degli alberghi e ristoranti (4'337) e dei servizi personali (4'076).

L'UST spiega che nella fascia del 10% dei meglio retribuiti la busta paga, dal 2008 al 2016, è aumentata del 6,3%. Nella fascia media la progressione è stata del 6,9% e in quella bassa del 9,9%. Il divario della piramide salariale è rimasto pressoché stabile, passando dal fattore 2,7 del 2008 al fattore 2,6 del 2016.

Uomini e donne - La disparità salariale tra donne e uomini è leggermente diminuita tra il 2014 e il 2016: dal 12,5% al 12,0%. Si constata che le differenze salariali fra i sessi sono tanto più marcate quanto più è elevato gerarchicamente il posto occupato. Le donne che ricoprivano incarichi con elevate responsabilità guadagnavano 8'861 franchi lordi nel 2016, mentre la remunerazione dei loro colleghi uomini che occupavano posti analoghi era di 10'878 franchi, ovvero uno scarto del 18,5%, precisa l'UST.

Cresce inoltre nel sistema salariale l'importanza dei bonus: quasi un dipendente su tre (32%) ha percepito nel 2016 contribuiti annuali che si aggiungono al salario fisso di base. L'ammontare del bonus è inoltre maggiore nei rami con retribuzioni elevate.

Svizzeri e stranieri - L'UST indica anche che il salario mediano dei dipendenti svizzeri è più elevato (6'808 franchi) di quello versato ai loro colleghi stranieri (5'893). Globalmente questa differenza si ritrova in tutte le categorie di permessi di soggiorno: per i posti che non comportano responsabilità gerarchiche il salario è di 6'190 franchi per gli svizzeri, 5'694 per i frontalieri e 5'161 per i dipendenti stranieri con permesso di dimora.

La situazione si capovolge se si prendono in esame le posizioni gerarchiche superiori, che richiedono elevate responsabilità: 10'136 per gli svizzeri, 10'750 per i frontalieri, 12'247 per i titolari di un permesso di dimora.

La rilevazione svizzera della struttura dei salari viene realizzata ogni due anni: l'indagine 2016 ha interessato 37'000 aziende per un totale di 1,7 milioni di dipendenti.

Sindacati e imprenditori soddisfatti - L'Unione sindacale svizzera (USS) e l'Unione svizzera degli imprenditori (USI) hanno reagito positivamente all'inchiesta sugli stipendi pubblicata oggi dall'Ufficio federale di statistica (UST), da cui si evince che nel 2016 il salario mediano in Svizzera era di 6'502 franchi.

Rispetto all'ultimo rilevamento del 2014, v'è stato un aumento di 75 franchi. «Ciò è positivo, anche perché l'economia elvetica è stata sotto pressione a partire dal 2015 a causa dell'abbandono della soglia minima di cambio» di 1,20 franchi per un euro, ha sottolineato in una conferenza stampa a Berna il capo economista dell'USS Daniel Lampart.

Sulla stessa lunghezza d'onda il direttore dell'USI Roland Müller, il quale ha definito «degna di nota» l'evoluzione dei salari in Svizzera. «È particolarmente rallegrante constatare che gli scarti salariali tra donne e uomini siano leggermente diminuiti», ha rilevato Müller.

Dal canto suo, il capo della sezione salari presso l'UST, Didier Froidevaux, ha messo in risalto come l'83,3% degli impieghi la cui rimunerazione supera i 16'000 franchi mensili lordi sia occupata da uomini. A suo avviso, si tratta di «una realtà strutturale. Le donne sono inserite in modo diverso sul mercato del lavoro».

Per rimediarvi le donne dovrebbero poter «conciliare meglio vita famigliare e vita professionale», ha aggiunto Müller. Secondo Lampart, bisognerebbe nominare una "Madame égalité" (Signora parità) autorizzata a fare dei controlli e infliggere multe in caso di discriminazione.

Secondo il capo economista dell'USS, le persone peggio retribuite hanno beneficiato della campagna promossa dai sindacati per l'introduzione di salari minimi. «Sono stati fatti progressi» soprattutto nei settori in cui vige un contratto collettivo di lavoro (CCL), come in quello alberghiero e della ristorazione.

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Commenti
 
Cleofe 3 mesi fa su tio
io sono uno di quei due ah ah ah...
gabola 3 mesi fa su tio
Ci deve essere un casino di gente che prende oltre i 10000 per alzare la media...ahahah
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