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MONDOIl fenomeno dei negozi senza clienti e senza impiegati

20.02.24 - 12:00
In diverse parti d'Europa è in crescita la realtà dei supermercati collaborativi in cui chi fa la spesa lavora come volontario
Depositphotos (billiondigital)
Il fenomeno dei negozi senza clienti e senza impiegati
In diverse parti d'Europa è in crescita la realtà dei supermercati collaborativi in cui chi fa la spesa lavora come volontario

Piccole realtà che possono avere un impatto enorme. Sulla socialità. Sulla vita in comunità. Sulle abitudini e sui consumi. Un tentativo di cambiare la relazione con la propria spesa settimanale che arriva dal 1973, quando aprì a Brooklyn la prima realtà di questo tipo e su cui venne anche realizzato il documentario "Food Coop".

I supermercati collaborativi non esistono da ieri, ma negli ultimi anni hanno conosciuto una forte espansione, dopo che nei primi anni 2000 si era registrata una tendenza ad abbandonarne l'idea. Si tratta di negozi in cui i costi vengono abbattuti, rendendo così più accessibili i prodotti.

Come? Il personale è solitamente il cliente stesso. Si lavora qualche ora al mese - di solito non più di tre - all'interno della cooperativa, svolgendo le mansioni necessarie, dal ritiro della merce, alla messa sugli scaffali alla pulizia del negozio, e contribuendo con una quota sociale che difficilmente supera i 100 franchi annui. Chi lavora come volontario in queste realtà, usufruisce poi di uno scontro che val dal 10 al 40% su ogni acquisto e ha la possibilità di partecipare alle riunioni in cui si decide quali prodotti verranno ordinati, da dove, se collaborare con produttori locali e se si intende implementare tutta una serie di politiche di sostenibilità.

In alcuni di questi negozi non è sempre richiesto lavorare. Alcuni assumono dei dipendenti salariati a dipendenza di quanti volontari ci sono. Oppure si può fare acquisti pur non essendo soci, senza accedere ad alcuno sconto, e contribuire così alla continuità della cooperativa.

In Svizzera esistono numerose realtà di questo tipo, compresa una in Ticino. Per trovarle, il gruppo FoodCoops ha realizzato una mappa che permette di individuarle. Il fenomeno è ben radicato anche in Francia e in Belgio, dove esistono decine di supermercati collaborativi. In Spagna il fenomeno ha cominciato a espandersi di recente e, come scrive ElPaís, questi negozi sono già dieci e diversi si trovano anche nelle grandi città come Barcellona e nella capitale Madrid e possono contare fino a 1'500 membri associati. In Italia invece le realtà sono ancora poche e non mappate, ma negli ultimi anni ne sono nate diverse.

Nella maggioranza dei casi questi negozi hanno delle politiche di sostenibilità che possono basarsi sul chilometro zero o sul prediligere produttori della regione. Altri invece basano il loro approvvigionamento sulla richiesta della clientela, così da non avere poi degli invenduti.

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COMMENTI
 

Alessandria 1 mese fa su tio
il comunismo non c'entra niente. Troppi avete fumato canne durante le lezioni di geopolitica. In 100 anni di comunismo, i comunisti hanno ucciso 100 milioni di persone che non erano sulla loro ideologia, 1 milione all'anno. Russia, Cina, Corea, Cuba. Presto anche EU e USA adotteranno il sistema e come potete gia' vedere stanno gia eliminando chiunque si mette sul loro cammino come Assange e Trump

Emib5 1 mese fa su tio
Risposta a Alessandria
Pare che anche tu fossi fra i fumatori disattenti alle lezioni di storia perché ci vuole sfrontatezza notevole per affermare che Trump sia un perseguitato come Assange, e poi, che dire dei morti causati dalle dittature di destra nell'ultimo secolo, a cominciare dalle molte decine di milioni di morti della seconda guerra mondiale?

Ciulindo.47 1 mese fa su tio
Risposta a Alessandria
E dalli! Ma è mai possibile che ci sia ancora gente che confonde il comunismo di maniera, con il Comunismo scietifico? Il secondo, privo di simboli e scevro da qualsivoglia ideologia utopica non ha nulla, ma proprio nulla a che vedere col primo.

Ciulindo.47 1 mese fa su tio
Risposta a Alessandria
Non so più quante volte l'avrò già scritto ma si vede che lo devo ripeterlo per l'ennesima volta. Oggi il termine Comunismo è schiacciato dalla storia, tutti ne fanno uso ed abuso per le più strampalate motivazioni. Soprattutto per preservare e divulgare l’ideologia capitalistica. Inoltre, essendo il Comunismo un movimento sociale che agisce sotto traccia indipendente dalla volontà umana, la geopolitica c'entra meno di niente.

Ciulindo.47 1 mese fa su tio
Se per comunismo s’intende la realizzazione del principio marxiano «da ognuno secondo le sue capacità, a ognuno secondo il suo lavoro», siamo nelle condizioni migliori per attuarlo; I supermercati, in primis, lo adottano confidando che alcune persone facciano qualcosa di utile che possa essere venduto indipendentemente dall'utilizzo aziendale, che comunque diventerà sempre più marginale. Anche in questa società, dovranno nascere delle comunità "di produzione/distribuzione" non più basate sul confronto fra valori di scambio ma sul valore d'uso. Ora, anche la classe dominante comincia a rendersi conto che il futuro produce effetti nel presente. Reti sociali, comunicazioni, produzione su larghissima scala, condivisione di mezzi sociali, rendono sempre più obsoleto il sistema basato sul lavoro salariato e il denaro. Questo ambiente è dinamico, vive di processi evolutivi autopoietici, è una comunità che co-evolve con l'ambiente che la circonda. Si tratta di un divenire che comprende anche forze sociali che non sono direttamente collegate al capitalismo, ma che capitolano ideologicamente di fronte al marxismo: scienziati, economisti e accademici che con i loro studi sono costretti a dimostrare che il comunismo è vivo, anche se non hanno il coraggio di nominarlo.

CJ 1 mese fa su tio
Unica via per salvare i negozietti di paese .....speriamo si affermi in ticino
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