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SVIZZERA/USA

Vance: «Non so quando andrò in Svizzera, credo nel weekend»

«Dipende anche da quando gli iraniani potranno venire», ha aggiunto il vicepresidente americano durante una conferenza stampa alla Casa Bianca.
Vance: «Non so quando andrò in Svizzera, credo nel weekend»
Imago
Fonte Ats Ans
Vance: «Non so quando andrò in Svizzera, credo nel weekend»
«Dipende anche da quando gli iraniani potranno venire», ha aggiunto il vicepresidente americano durante una conferenza stampa alla Casa Bianca.

WASHINGTON - «Non sono sicuro quando andrò in Svizzera, credo questo weekend, ma non so ancora». Lo ha detto il vicepresidente americano JD Vance in una conferenza stampa alla Casa Bianca. «Dipende anche da quando gli iraniani potranno venire», ha aggiunto.

Nel briefing Vance ha precisato che i 60 giorni per il negoziato con l'Iran sono iniziati oggi. Il vicepresidente ha anche indicato che gli Stati Uniti hanno fatto passare 12 navi iraniane dalla firma dell'accordo con Teheran, aggiungendo che lo Stretto di Hormuz «è aperto». A suo dire la scorsa notte 12,5 milioni di barili di petrolio hanno passato lo Stretto.

Vance ha anche sostenuto che «il programma nucleare, le infrastrutture nucleari e le capacità di arricchimento dell'uranio dell'Iran sono state distrutte». Poi ha avvertito che gli Stati Uniti «non allenteranno la presa» sull'economia iraniana «fino a quando non cambieranno il loro comportamento in maniera fondamentale». «Se volesse ricostruire il programma nucleare - ha aggiunto - l'Iran avrebbe bisogno di un sacco di soldi.» E ha sottolineato che Teheran non riceverà «nemmeno un centesimo» dagli USA, accusando «alcuni media» di aver «distorto» i termini dell'accordo.

Interrogato in merito, il vicepresidente ha inoltre affermato che il premier israeliano Benyamin Netanyahu non è «furioso» per l'accordo con l'Iran come riportato da alcuni media. «Dalle conversazioni che abbiamo avuto non mi risulta.» E ha sostenuto che gli Stati del Golfo «odiavano l'accordo di Obama» sul nucleare iraniano, mentre dell'attuale accordo affermano che è «incredibilmente trasformativo».

Vance è divenuto il volto dell'amministrazione nel difendere l'accordo con l'Iran, soprannominato da alcuni "Epic Surrender", "Resa epica", ironizzando sul nome dell'operazione in Iran denominata "Epic Fury" ("Furia epica").

Il 41enne ha poi minimizzato la battuta del presidente Donald Trump che, al G7 a Évian (F) ha detto che si prenderà i meriti se l'accordo con l'Iran andrà bene e scaricherà invece sul suo vice se va male. «Il presidente stava scherzando, come fa spesso», ha detto Vance.

«Ho visto che alcuni progressisti mi hanno criticato chiedendosi che tipo di esperienza avevo per condurre le trattative. L'altro giorno ho trascorso un'ora a 'The View'», show di un network progressista, quindi «ho esperienza in trattative ostili», ha scherzato.

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