Keystone
AUSTRALIA
18.02.2021 - 09:320

Facebook blocca anche le pagine dei servizi d'emergenza

Il social network non permette più agli australiani di condividere notizie, allarmi compresi.

Una mossa giudicata dagli esperti come «controproducente».

SYDNEY - Facebook non ha nessuna intenzione di pagare per le notizie, come vorrebbe una proposta di legge in Australia. E pertanto ha attivato un blocco per la condivisione di notizie.

Tuttavia non sono solo le pagine dei giornali ad essere sparite. Come segnalano alcuni utenti ed enti, dall'Australia non sono nemmeno più visibili le pagine che contenevano informazioni d'emergenza, come ad esempio la presenza di incendi o fenomeni meteorologici, o ancora legati alla pandemia, come la localizzazione dei focoloai. Nel blocco di Facebook sono finiti anche i servizi di supporto, i sindacati, le agenzie governative e i negozi al dettaglio. 

La mossa di Facebook non è stata ben accolta dagli utenti, che si dicono «scandalizzati» per la decisione di togliere ai servizi d'emergenza la possibilità di comunicare direttamente con gli utenti. 

«Facebook sta facendo affidamento sul fatto che le persone siano talmente sconvolte dal fatto di non trovare più quello che cercano su Facebook da incolpare il governo. Ma devo dire che per quello che ho sentito finora dalle persone, penso che questo tentativo sia fallito miseramente» ha dichiarato a news.com.au il professor Tama Leaver, della Curtin University. 

Alcune pagine, ha ammesso Facebook, sono state disattivate per errore, e presto torneranno online. La colpa, molto probabilmente, è di alcuni algoritmi non troppo sensibili. Una mossa che rischia solamente di rivoltarglisi contro. 

Parlando di numeri, Facebook ha dichiarato che le notizie rappresentano solo il 4% dei suoi contenuti, pertanto il traffico non dovrebbe diminuire di molto, secondo il gigante blu. E nemmeno gli investitori sembrano preoccupati, secondo Forbes. Mercoledì le azioni della società sono diminuite dello 0,15%. Anche perché l'Australia rappresenta solo una piccola fetta di mercato. Facebook nel 2019 ha registrato circa 71 miliardi di dollari di entrate, ma solo 520 milioni provenivano dall'Australia. 
Tuttavia la mossa di Facebook potrebbe andare al di là dei semplici calcoli, e colpire maggiormente la parte emotiva degli utenti, che potrebbero sentirsi esclusi ed abbandonati. 

Questo blocco porterà i giornali a spostarsi su altre piattaforme, magari dello stesso gruppo di Facebook, come Whatsapp e Instagram, o forse Twitter? Ma soprattutto, gli utenti seguiranno lo spostamento dell'offerta delle notizie? È ancora presto per dirlo.

 


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