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UNIONE EUROPEA

Industrial Accelerator Act: l'Ue fa leva al "Made in Europe'"

Nuove regole Ue su appalti e incentivi: più industria, meno carbonio e preferenza ai prodotti europei dal 2029.
afp
Fonte ats ans
Industrial Accelerator Act: l'Ue fa leva al "Made in Europe'"
Nuove regole Ue su appalti e incentivi: più industria, meno carbonio e preferenza ai prodotti europei dal 2029.

BRUXELLES - Industrie ad alta intensità, settore automobilistico e tecnologie pulite: dopo vari rinvii, la Commissione europea propone l'Industrial Accelerator Act, la strategia per l'industria con cui fisserà criteri di 'Made in Europe' e di 'basse emissioni di carbonio' per l'accesso ad appalti pubblici e altre forme di sovvenzioni pubbliche.

Il regolamento vede la luce dopo settimane di trattative intense e si applica a settori industriali strategici, come alluminio, cemento, acciaio, pannelli solari, nucleare e veicoli elettrici. L'obiettivo complessivo è garantire che l'industria manifatturiera rappresenti il 20% del prodotto interno lordo (Pil) Ue entro il 2035.

La proposta prevede che dal gennaio 2029 nei settori delle costruzioni e dell'automobile si applichino quote minime di prodotti a basso contenuto di carbonio e di origine europea: 25% per l'alluminio e 5% per il cemento. Per l'acciaio sarà invece previsto solo un requisito minimo del 25% di contenuto low-carbon.

Sul fronte delle tecnologie pulite, il regolamento indica le componenti a cui si applica il criterio di preferenza europea per l'accesso ad appalti e altre forme di incentivi, ovvero eolico, batterie, solare fotovoltaico, elettrolizzatori, pompe di calore e alcune componenti del nucleare. Quanto al ramo delle vetture, la legge propone di applicare il criterio "Made in Europe" alle auto interamente assemblate nell'Unione, con almeno 3 componenti della batteria - tra cui le celle - e almeno il 70% di componenti non relativi alla batteria fabbricati nei Ventisette.

Gli stessi criteri Made in Europe per l'accesso agli appalti pubblici saranno estesi ai paesi terzi che garantiscono l'accesso reciproco agli appalti pubblici anche alle imprese europee. Per altri interventi pubblici, come programmi pubblici e aste, i partner potranno essere inclusi alla luce di un accordo di libero scambio o un'unione doganale con l'Ue. Il regolamento interviene anche sugli investimenti esteri introducendo sei condizioni nei settori strategici che superano i 100 milioni di euro, per i Paesi che controllano più del 40% della capacità produttiva globale. Tra queste, il trasferimento di know-how, garantire un minimo del 50% di lavoratori europei o lanciare joint venture con uno o più aziende Ue (con un massimo di 49% di capitale straniero). Almeno quattro delle sei condizioni dovranno essere rispettate.

Tra le altre cose, il regolamento promuove la creazione di aree di accelerazione industriale con la creazione di poli industriali per attrarre investimenti nella decarbonizzazione. Si propone infine di snellire e digitalizzare le procedure di autorizzazione per i progetti industriali, introducendo uno sportello unico digitale. La proposta della Commissione Ue dovrà essere negoziata da parlamento e Consiglio Ue per un accordo finale.

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