Alta tensione a Minneapolis, indagati sindaco e governatore

L'inchiesta è un «chiaro tentativo di intimidazione» ha dichiarato il sindaco Jacob Frey
MINNEAPOLIS - Alta tensione a Minneapolis. Mentre sulle strade continuano le proteste, l'amministrazione Trump tira dritto e avvia un'indagine nei confronti del sindaco e del governatore del Minnesota accusandoli di presunta ostruzione all'attività degli agenti dell'ICE dispiegati.
La mossa del Dipartimento di Giustizia rischia di inasprire ancora di più gli animi in una città che da oltre una settimana è una polveriera in seguito all'uccisione di una donna, Renee Good, da parte di un agente federale nell'ambito della battaglia ai migranti.
L'inchiesta è un «chiaro tentativo di intimidazione», ha detto il sindaco, il democratico Jacob Frey. «Usare il sistema di giustizia come un'arma e minacciare gli oppositori politici è pericoloso ed è una tattica autoritaria», ha tuonato il governatore Tim Walz, l'ex candidato alla vicepresidenza con Kamala Harris.
Il Dipartimento guidato da Pam Bondi però non molla: Walz e Frey «hanno incoraggiato la violenza contro gli agenti» e le loro azioni sono «terrorismo», ha spiegato Todd Blanche, il viceministro della Giustizia americana. Il sindaco e il governatore hanno criticato duramente gli agenti dell'ICE dopo la morte di Good, chiedendo loro di andarsene dalla città. Hanno anche attaccato l'amministrazione per aver escluso le autorità locali dall'indagine avviata per accertare esattamente cosa è accaduto con Renee Good e perché l'agente ha sparato.
I video e le ricostruzioni dell'incidente sembrano contraddire la versione del Dipartimento della Sicurezza Nazionale, secondo il quale l'agente ha aperto il fuoco perché l'auto con a bordo la donna era usata come arma. Resta in attesa di chiarimenti anche sul perché siano stati sparati tre o quattro colpi contro la Good, una risposta ritenuta eccessiva da parte di un agente che, in teoria, è addestrato ad avere contatti con il pubblico. Fra gli altri nodi su cui fare luce è anche il perché non è stato concesso a un medico presente sulla scena di prestare immediato soccorso alla donna.
L'affondo dell'amministrazione arriva mentre un giudice ha imposto limiti all'uso della forza da parte degli agenti dell'immigrazione, consegnando un'importante vittoria ai manifestanti che da giorni lamentano violazioni dei loro diritti costituzionali.
L'ingiunzione preliminare impedisce agli agenti di esercitare ritorsioni contro i manifestanti pacifici, di arrestare o detenere persone che partecipano a proteste pacifiche e di usare spray al peperoncino o altre munizioni non letali contro la folla.
Per i manifestanti è una boccata d'ossigeno: le proteste vanno avanti senza sosta e il timore di incidenti è elevato. In piazza sono scesi non solo i manifestanti contrari all'ICE ma anche quelli a favore degli agenti. Jack Lang, uno dei rivoltosi del 6 gennaio graziato da Trump, ha infatti organizzato una manifestazione pacifica che ha come obiettivo «unire le voci cristiane e conservatrici». In passato Lang era salito agli onori delle cronache per le sue affermazioni antisemite e per aver cercato di provocare i musulmani a bruciare il Corano.
Trump nei giorni scorsi ha minacciato l'invio della Guardia Nazionale a Minneapolis e il ricorso all'Insurrection Act, accusando Frey e Walz di aver completamente perso il controllo della situazione. Di recente però sembra aver abbassato i toni, anche se la minaccia continua ad aleggiare sulla città impaurita e frustrata, che vorrebbe cancellare quanto accaduto e tornare alla normalità.



