Donna uccisa dall'agente ICE: la famiglia chiede giustizia e trasparenza

Annunciata l'intenzione di voler avviare un'inchiesta civile
Annunciata l'intenzione di voler avviare un'inchiesta civile
WASHINGTON - La famiglia dell'americana di 37 anni uccisa la scorsa settimana a Minneapolis da un agente dell'immigrazione ha annunciato di voler far avviare un'inchiesta civile per fare chiarezza sulle circostanze di questa morte che ha suscitato un'ondata di indignazione nel Paese. Lo studio legale Romanucci & Blandin, che rappresenta in particolare la vedova di Renee Nicole Good e i suoi figli, ha deplorato in un comunicato che le autorità non stiano mostrando "alcuna trasparenza" in questa vicenda e ha deciso di condurre un'indagine civile per cercare risposte e responsabilità.
Secondo il legale Antonio Romanucci, "a Minneapolis come in tutto il Paese le persone sono profondamente preoccupate per ciò che è accaduto a Renee Good il 7 gennaio 2026 e vogliono capire come sia potuta essere uccisa per strada dopo aver accompagnato il proprio figlio a scuola".
La morte di Good, uccisa da un agente dell'Ice durante una vasta operazione federale a Minneapolis, ha già provocato manifestazioni pubbliche e critiche diffuse da parte di esponenti politici locali e nazionali, che mettono in dubbio la versione ufficiale fornita dall'amministrazione che parla di legittima difesa. Le autorità federali, tra cui il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, finora hanno rifiutato di aprire un'inchiesta sui diritti civili e l'indagine è affidata principalmente all'FBI, mentre funzionari statali e locali hanno denunciato di essere stati esclusi dall'accesso alle prove.




