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STRISCIA DI GAZA

«Massacri a catena», Medici senza frontiere accusa Ghf

Dito puntato contro l'organizzazione che, con il sostegno degli Stati Uniti, gestisce gli aiuti umanitari nella Striscia di Gaza
AFP
Fonte ats
«Massacri a catena», Medici senza frontiere accusa Ghf
Dito puntato contro l'organizzazione che, con il sostegno degli Stati Uniti, gestisce gli aiuti umanitari nella Striscia di Gaza
GAZA - Medici senza frontiere (Msf) accusa la fondazione Ghf, Gaza Humanitarian Foundation, organizzazione sostenuta da Washington che gestisce gli aiuti umanitari nella Striscia, di aver causato i «massacri a catena» a Gaza.«Il sistema di distrib...

GAZA - Medici senza frontiere (Msf) accusa la fondazione Ghf, Gaza Humanitarian Foundation, organizzazione sostenuta da Washington che gestisce gli aiuti umanitari nella Striscia, di aver causato i «massacri a catena» a Gaza.

«Il sistema di distribuzione alimentare promosso da Israele e Stati Uniti a Gaza, avviato un mese fa, umilia intenzionalmente i palestinesi, costringendoli a scegliere tra fame e rischio di morte per ottenere scorte minime di cibo. Più di 500 persone sono state uccise nei punti di distribuzione e quasi 4000 sono state ferite mentre cercavano di procurarsi del cibo. Questo sistema di distribuzione è un massacro mascherato da aiuto umanitario e deve essere fermato immediatamente», si legge in un comunicato di Msf.

«Questa catastrofe è stata orchestrata da un'organizzazione creata per conto di Israele e Stati Uniti che opera sotto il nome di Gaza Humanitarian Foundation (Ghf). Il metodo di distribuzione usato costringe migliaia di palestinesi, affamati da oltre 100 giorni di assedio, a percorrere lunghe distanze a piedi per raggiungere i quattro siti di distribuzione, dove le persone lottano per contendersi pochi avanzi di cibo», prosegue la nota, secondo cui «la situazione è insostenibile».

Da quando le distribuzioni sono in corso, denuncia ancora Msf, le équipe mediche hanno notato un netto aumento del numero di pazienti con ferite da arma da fuoco: nell'ospedale da campo di Msf a Deir Al-Balah è salito del 190% nella settimana dell'8 giugno rispetto a quella precedente.

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