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LIBIAGli abitanti di Derna danno fuoco alla casa del sindaco. Esplode la rabbia

19.09.23 - 13:31
A qualche giorno di distanza dal disastro che ha portato alla morte di almeno 5'500 persone, la popolazione chiede conto alle autorità
keystone-sda.ch / STR (Yousef Murad)
Gli abitanti di Derna danno fuoco alla casa del sindaco. Esplode la rabbia
A qualche giorno di distanza dal disastro che ha portato alla morte di almeno 5'500 persone, la popolazione chiede conto alle autorità

DERNA - Centinaia di persone della città di Derna si sono unite nel corso degli ultimi giorni in un moto di protesta che chiede conto alle autorità del crollo di due dighe in seguito alla tempesta Daniels e che potrebbe aver ucciso decine di migliaia di persone. La rabbia della popolazione è andata crescendo mentre proseguono le ricerche e le sepolture delle vittime, e mentre un primo invito a indagare è già stato lanciato negli scorsi giorni.

Nella serata di lunedì, in particolare, decine di persone si sono riunite davanti alla casa del sindaco Abdulmenam al-Ghaithi - al momento sospeso dai suoi incarichi - e hanno dato alle fiamme la struttura. Sempre ieri si è svolta una protesta all'esterno di una moschea in cui i manifestanti hanno puntato il dito contro una politica spaccata da oltre dieci anni di conflitti e facendo appello all'unità nazionale: «I libici sono tutti fratelli», uno degli slogan.

I manifestanti chiedono dimissioni e chiarimenti in relazione a due fatti che potrebbero essere stati determinanti nella morte di quasi 6mila persone - o di forse 11'300, se si tiene in conto il dato della Mezzaluna Rossa. Il primo: invece di evacuare, agli abitanti sarebbe stato intimato con un coprifuoco a restare in casa. Il secondo: la manutenzione delle due dighe non viene eseguita dal 2011, ossia quando è scoppiata la prima guerra civile libica e chi operava sulla struttura, la società turca Arsel, ha preferito andarsene.

Stando al Guardian, già lo scorso anno le autorità erano state avvertite in un rapporto che un evento come quello avvenuto ormai una decina di giorni fa si sarebbe potuto verificare.

Numeri - Al momento si parla di almeno 30mila persone senza un tetto e di oltre 10mila ancora disperse. Almeno 2mila corpi sarebbero stati portati via dalle onde del mare.

Le autorità di Derna hanno confermato un bilancio di almeno 5'500 vittime, mentre la Mezzaluna Rossa riferisce di un numero ben più grande.

Niente giornalisti a Derna - Funzionari della Libia orientale hanno ordinato oggi ai giornalisti di lasciare Derna, il giorno dopo le proteste che hanno portato all'incendio della casa del sindaco sospeso dopo le alluvioni.

Lo scrive la Reuters sul suo sito spiegando che il ministro dell'aviazione civile dell'amministrazione che gestisce la parte est del paese ha dichiarato che la decisione di bandire i giornalisti dalla città non è collegata alle proteste avvenute durante la notte. (fonte ats ans)

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