Non ci sono più attivisti a "Lutzy"

GERMANIANon ci sono più attivisti a "Lutzy"

19.01.23 - 11:15
Il movimento di protesta si è spostato in una cittadina poco lontana. «È stato scioccante vedere con quanta violenza la polizia ha operato»
Afp
Non ci sono più attivisti a "Lutzy"
Il movimento di protesta si è spostato in una cittadina poco lontana. «È stato scioccante vedere con quanta violenza la polizia ha operato»

LÜTZERATH - Dopo due anni di presidio costante nelle case di Lützerath, gli attivisti non ci sono più. Sgomberati dalle forze di polizia tra mercoledì e domenica scorsi, non sono bastate 35mila persone giunte ai confini del villaggio tedesco per far demordere il colosso energetico Rwe e il governo tedesco. Ora il movimento "Lützerath Lebt" prosegue le sue attività da un villaggio vicino, con la speranza che possa bastare perché la miniera di lignite Garzweiler II non venga espansa.

«È stato scioccante vedere con quanta violenza la polizia ha operato contro le persone che manifestavano per restare entro i limiti - ossia quelli dell'accordo di Parigi, ndr - che il governo si era prefissato». Così un portavoce del comitato ha spiegato quanto avvenuto negli scorsi giorni a Tio/20Minuti. «A Lützerath non ci sono più attivisti, ma abbiamo istituito un campo base a Keyenberg. La nostra resistenza continuerà fino a quando non riusciremo a costruire una società giusta ed equa per tutti».

Nel frattempo a Lützerath si demoliscono le ultime case e si tagliano gli alberi. Fotografie e video mostrano macerie, ruspe e qualche cartaccia. C'era stato un tentativo di ritardare i lavori. Alcuni attivisti erano riusciti a violare i confini della miniera già aperta, posizionandosi in alcuni punti chiave. In particolare in una buca e sui binari dove passano vagoni carichi di carbone e lignite estratti giornalmente. «Sono tornati martedì al campo e stanno bene».

Alla fine della scorsa settimana, lo ricordiamo, si trovava all'interno del perimetro di Lützerath ancora qualche decina di attivisti. Il movimento non ha però «numeri esatti su quanti siano ancora in custodia. Molte persone sono state ferite dalla polizia durante la manifestazione di domenica». Manifestazione durante la quale anche la fondatrice di "Fridays for future" Greta Thunberg è stata arrestata.

Quella lignite è davvero necessaria?
In un articolo apparso sulla Berliner Zeitung l'11 gennaio vengono messi a confronto due studi. Uno sconsiglia lo scavo, l'altro lo incoraggia.

Il primo è stato realizzato dai ricercatori di tre diverse università e istituti: l'Università europea di Flensburgo, l'Università tecnica di Berlino e l'Istituto tedesco per la ricerca economica. Il secondo è stato commissionato dai ministeri dell'Economia, dell'Industria della Protezione per il Clima e dell'Energia della Renania Settentrionale-Vestfalia.

La conclusione della prima ricerca è la seguente: «Non c'è una necessità energetico-economica, né una giustificazione climatico-politica di espandere la miniera Garzweiler II». Il motivo: considerando gli obiettivi che la Germania si è imposta, ossia l'uscita dal carbone entro il 2030, le riserve che si trovano sotto Lützerath non sono necessarie, sarebbero anzi troppe.

I ministeri sono giunti a una conclusione invece diametralmente opposta: mancano almeno 17 milioni di tonnellate di lignite - sotto Lützerath ce ne sarebbero centinaia di milioni - e la domanda futura supererà la disponibilità di materia prima se non si scava a Lützerath. A questa affermazione si unisce anche il colosso energetico Rwe che cita, tra le altre cose, la crisi del gas dovuta alla guerra in Ucraina.

Va precisato, però, che Rwe aveva stipulato accordi con il governo tedesco già nel 2017 - due anni dopo gli Accordi di Parigi - e che la Germania si è già munita di due rigassificatori per far fronte alla penuria di gas.

COMMENTI
 
fapio 1 sett fa su tio
Io sto con Greta
Taurus57 1 sett fa su tio
E noi paghiamo per il co2 e a due passi useranno il carbone per altri 50 anni. governanti federali go home.
rexlex 1 sett fa su tio
io invece direi go home ai governanti germanici
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