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ITALIANon c'è acqua. Presto dichiarato lo stato di emergenza

21.06.22 - 17:33
Il fiume Po è in secca, la peggiore in 60 anni, e il mare avanza lungo il suo letto a un ritmo di 3 chilometri al giorno
Reuters
Non c'è acqua. Presto dichiarato lo stato di emergenza
Il fiume Po è in secca, la peggiore in 60 anni, e il mare avanza lungo il suo letto a un ritmo di 3 chilometri al giorno
Un centinaio di comuni del Nord Italia è già rimasto senza acqua

DELTA DEL PO - Nel fiume manca il Po. I raccolti sono a rischio. E numerose regioni chiedono di indire lo stato di calamità. Le scarse precipitazioni e le alte temperature che hanno caratterizzato, soprattutto, l'ultimo anno sono la causa della più grande secca in 60 anni del quinto fiume europeo per portata media.

Già mesi fa l'Autorità di bacino del fiume Po' aveva lanciato l'allerta per una crisi idrica in arrivo. Al tempo, non pioveva da cento giorni sul distretto padano. Ma le poche precipitazioni che nel frattempo ci sono state non sono bastate a rimettere in pari le risorse d'acqua e ora la canicola atipica che sta colpendo l'Europa in queste settimane sta aggravando la situazione.

Oltre al grave danno all'ecosistema che il perdurare di questa situazione potrebbe comportare, l'impatto si sentirà nell'economia, nelle case e nel piatto. Numerosi comuni e regioni del Nord Italia si stanno attivando per razionare l'acqua e gli agricoltori temono che il raccolto sia a rischio. Il direttore di una cooperativa del Veneto ha raccontato al quotidiano LaStampa che prevede un calo di produzione del grano del 30% e che «se non piove entro dieci giorni mais e soia saranno compromessi».

Ma non è solo la mancanza d'acqua a far soffrire le piante, ma la presenza di sale. Il mare sta infatti risalendo il fiume e ogni giorno guadagna tre chilometri, accelerando il processo di desertificazione del territorio e mettendo a repentaglio le risorse di acqua potabile. Non è una prima, nel 2006, spiega il direttore del consorzio di bonifica del Delta del Po e dell’Adige, Giancarlo Mantovani, a Internazionale, «l’acqua salata è risalita di 30 chilometri e nella centrale di Porto Tolle si rese potabile l’acqua salata. Senza precipitazioni, la portata del fiume si abbassa ogni giorno di 20 metri cubi al secondo. In meno di una settimana ci potremmo trovare in quella stessa situazione».

Cinque giorni fa erano 125 i comuni rimasti senz'acqua nel Nord Italia. Questo vuol dire rubinetti chiusi tra le 23 e le 6 del mattino. Sono ancora di più i comuni a rischio: solo in Piemonte se ne contano 145. Anche se nei prossimi giorni il governo dovrebbe dichiarare lo stato di emergenza, le Regioni stanno già facendo il primo passo, chiedendo ai cittadini di utilizzare l'acqua solo per motivi di natura essenziale ma si arriva anche al razionamento diretto, ovvero rubinetti chiusi durante la notte.

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