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In alto: il presidente Alpha Condé in custodia. In basso: il colonnello della giunta militare Mamadi Doumbouya.
GUINEA
06.09.2021 - 11:450

Dal regime al misterioso golpe: cosa sta accadendo in Guinea

Una giunta militare ha sequestrato il presidente Alpha Condé: «Il dovere di un soldato è quello di salvare il suo Paese»

CONAKRY - Tutto è iniziato con il rumore delle prime raffiche, risuonate nelle prime ore di ieri mattina nelle strade di Conakry, la capitale della Guinea, proprio attorno al palazzo presidenziale. Il preludio di quello che, nelle ore successive, ha assunto la forma - non ancora cristallizzata - di un golpe militare.

A imbracciare le armi automatiche che hanno "circondato" il quartiere di Kaloum è stato un gruppo appartenente alle forze speciali del Paese africano, che nelle ore successive ha annunciato in video di aver catturato il presidente Alpha Condé e di aver preso il controllo della capitale, sciogliendo l'attuale esecutivo.

«Il dovere di un soldato è quello di salvare il suo Paese». Le parole del colonnello Mamadi Doumbouya, l'uomo che ha guidato la rivolta di domenica, si sono fatte spazio a gran voce attraverso i televisori guineani. «Non affideremo più la politica a un solo uomo. La affideremo alla popolazione», ha proseguito, avvolto nel tricolore rosso, giallo e verde della Guinea. La giunta militare intende annunciare in queste ore la "nuova" forma delle istituzioni, che prevede per il momento la sostituzione dei governatori con ufficiali militari. Ha parlato di una «transizione inclusiva e pacifica», ma non senza sottolineare che qualsiasi rifiuto «sarà considerato un atto di ribellione».

La fine del regime o l'inizio di uno nuovo?
Quanto accaduto ieri a Conakry ha innescato reazioni diametralmente opposte. Il segretario delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha condannato l'accaduto, così come la Comunità economica degli Stati dell'Africa Occidentale (CEDEAO), che ha pure annunciato sanzioni in caso di mancata liberazione del presidente Condé. I militari hanno mostrato alcune immagini dell'83enne, che è apparso trasandato e stanco su un divano. Immagini che in alcuni quartieri della capitale hanno invece dato il "la" a esultanze e festeggiamenti.

La situazione in queste ore è ancora in divenire, ma se la deposizione di Condé sarà definitiva, la giunta scriverà la parola fine al regime instauratosi a partire dal 2010, poco dopo la sua elezione.

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