Keystone
CINA
15.06.2021 - 18:100
Aggiornamento : 18:55

Quel reattore problematico in Cina che imbarazza la Francia

La fuga di gas radioattivo a Taishan, denunciata dagli Usa, è una doppia gaffe per Parigi. Ecco perché

PECHINO - Sta continuando a far parlare di sé una fuga avvenuta in una centrale nucleare in Cina, per la precisione a Taishan. A venire rilasciato all'interno di uno dei reattori, alcuni gas nobili che sono rimasti imprigionati nell'involucro di protezione in cemento armato, e sono poi stati in parte rilasciati nell'atmosfera. 

Secondo chi questi impianto lo gestisce non ci sarebbe niente di particolarmente fuori norma: «Le misurazioni confermano che non vi sono stati danni ambientali», conferma l'azienda elettrica cinese. Ma - al di là delle preoccupazioni ecologiche - la cosa interessante di questa faccenda riguarda le implicazioni politiche internazionali, che sono diverse.

In primo luogo, a dare per prima la notizia questo lunedì è stata la CNN, attraverso alcune indiscrezioni concesse da un'azienda americana che partecipa nella gestione della struttura. La testata americana, citando il rapporto, non ha esitato a parlare di «minaccia radioattiva imminente», puntando il dito non solo contro la Cina (con la quale i rapporti sono già tesi) ma anche contro la Francia, che gestisce l'impianto - pare aumentando temporaneamente la tolleranza per le emissioni radioattive - e che al governo cinese ha venduto 2 reattori installati proprio a Taishan.

E proprio con la Francia, la faccenda si infittisce. Se, da una parte l'amministrazione Biden - dopo diverse riunioni del consiglio di sicurezza - ha minimizzato il grado della minaccia, dall'altra Parigi - che non aveva avvisato prima Pechino di quanto successo - si è trovata costretta a fare mea culpa. Uno smacco di politica estera non trascurabile (anche visto l'investimento miliardario da parte della Cina per l'acquisto dei reattori).

Un'altra parte della cattiva figura riguarda invece le questioni di politica energetica interna alla Francia, paese particolarmente legato al nucleare e dove Electricité de France sperava di poter presto costruire altri reattori come quelli venduti alla Cina.

Tanto più che quello di Taishan è già il secondo problema registrato, l'altro - più lieve - si era verificato lo scorso marzo, scrive il portale d'informazione italiano Open. Insomma, non proprio un biglietto da visita invitante per un prodotto di questo tipo.

Tanto che, sulla questione, è dovuta intervenire anche la ministra per la Transizione ecologica francese Barbara Pompili che, come scrive Le Monde, ha messo prudentemente le mani avanti sul fatto che la Francia «non deve prendere decisioni affrettate riguardante il nostro futuro con il nucleare», ha dichiarato Pompili, «un evento come questo non deve avere ripercussioni sulla nostra politica energetica».

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