Keystone
L'ospedale la Charité di Berlino, dove Navalny è ricoverato.
GERMANIA
11.09.2020 - 10:250
Aggiornamento : 12:14

La polizia russa vuole interrogare Navalny in Germania

Agenti russi affiancheranno gli inquirenti tedeschi, Mosca intanto continua a negare: «uno sporco gioco inscenato»

MOSCA - La polizia russa ha annunciato che si recherà in Germania per interrogare l'oppositore russo Alexey Navalny, che secondo Berlino è stato avvelenato da un agente nervino in Siberia a fine agosto. Una tesi finora respinta da Mosca.

Il dipartimento trasporti del ministero russo degli Interni, incaricato di verifiche preliminari sull'ospedalizzazione di Navalny richiederà che «investigatori russi possano assistere alle attività degli investigatori tedeschi» con Navalny e «di fare domande aggiuntive» al leader dell'opposizione russa, che si trova ricoverato all'ospedale Charité di Berlino.

Secondo un documento del ministero dell'Interno citato dall'agenzia Interfax, la Russia vuole che la Germania permetta alle «agenzie investigative russe che stanno controllando questo incidente e a un esperto russo di essere presenti mentre i colleghi tedeschi, i medici e gli esperti svolgono le procedure d'indagine» sul caso «nonché che possano fare domande e chiedere chiarimenti».

Per Mosca resta «uno sporco gioco inscenato», citando le parole del rappresentante della Russia all'Onu, Vasili Nebenzya. Non è affatto della stessa opinione il governo tedesco che ha annunciato che, in base alle analisi effettuate, Navalny è stato avvelenato con una neurotossina della classe Novichok, sviluppata in Unione Sovietica negli anni '70 e '80, la stessa che secondo la Gran Bretagna fu usata due anni e mezzo fa dall'intelligence russa per tentare di uccidere a Salisbury l'ex spia doppiogiochista Serghiei Skripal.

Nebenzya però resta scettico: «Le nostre forze dell'ordine non hanno motivi per aprire un'indagine. I nostri medici che, a proposito, hanno salvato la vita di Alexiei Navalny, non hanno trovato nessuna arma chimica nelle sue analisi», ha dichiarato il diplomatico russo, secondo cui Mosca non ha ancora ricevuto dalla Germania prove significative.

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