KEYSTONE/EPA (JULIEN DE ROSA)
I lavori di ristrutturazione - da cui sarebbe partito il rogo - erano iniziati pochi giorni fa
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FRANCIA
15.04.2019 - 21:310
Aggiornamento : 23:39

Notre-Dame brucia, ma la sua struttura «è salva»

Lo hanno confermato i pompieri in tarda serata. Il rogo è divampato poco prima delle 19. La guglia della cattedrale è crollata. Macron: «Brucia una parte di noi»

PARIGI - Dopo l'incendio di oggi, Notre-Dame, capolavoro gotico e patrimonio dell'umanità, non è più la stessa. La sua guglia, uno dei simboli della capitale francese, è crollata dopo essere stata divorata in poco più di un'ora dalle fiamme. Piangono i parigini e si fermata la politica, come ha voluto il presidente Emmanuel Macron, che proprio stasera avrebbe dovuto annunciare importanti riforme.

Nessuno dimenticherà però questo 15 aprile, primo giorno delle celebrazioni della settimana Santa. Non lo dimenticheranno i tanti parigini che sono usciti di casa ed hanno raggiunto sul parapetto della Senna, a sud dell'Ile-de-la-Cité, i turisti allontanati dalla spianata della cattedrale quando le fiamme hanno cominciato a divampare su un'impalcatura.

«Struttura salva» - Mentre le operazioni di spegnimento proseguono, il segretario di Stato francese agli Interni Laurent Nunez ha dichiarato - poco prima delle 23 - che la struttura di Notre-Dame «è salva». Un’informazione confermata poco dopo anche da un portavoce dei pompieri.

Alcuni militi hanno nel frattempo iniziato ad esplorare la facciata della cattedrale. La magistratura parigina ha avviato un’inchiesta per «distruzione involontaria tramite incendio». 

Lavori in corso - I lavori di ristrutturazione, un cantiere gigantesco, erano cominciati da pochi giorni, sarebbero dovuti durare anni, secondo le previsioni. In particolare era da ristrutturare e rinforzare il tetto della cattedrale, quello che - sotto la violenza delle fiamme e il peso della guglia - è crollato e adesso tutti sono con il fiato sospeso per capire se anche la preziosa volta che sovrasta la navata centrale è stata distrutta.

Ben 400 pompieri con ingenti mezzi di intervento per ore hanno tentato di domare le fiamme che continuavano ad avanzare inesorabili. Uno di loro, secondo quanto riferito, sarebbe rimasto ferito in modo grave.

Fra le prime reazioni, già serpeggiavano le polemiche sulla mancanza di adeguati ed efficaci automatismi antincendio, vista anche l'ampiezza del cantiere. A Parigi in particolare, le ultime settimane sono state punteggiate da incendi di palazzi a ripetizione, con numerose vittime, compresi i pompieri.

«Brucia una parte di noi» - «Notre-Dame di Parigi in preda alle fiamme. Emozione di tutta una nazione. Pensiero per tutti i cattolici e per tutti i francesi. Come tutti i nostri compatrioti, stasera sono triste di veder bruciare questa parte di noi», ha twittato Macron subito dopo la decisione di non andare in onda per annunciare le attesissime riforme che - nelle intenzioni dell'Eliseo - dovrebbero mettere fine alla rivolta sociale dei gilet gialli, in corso da 5 mesi.

Subito dopo, il presidente, con il primo ministro Edouard Philippe al fianco, si è diretto verso Notre-Dame per essere presente sul luogo del disastro in rappresentanza di tutti i francesi.

Un simbolo di Parigi in cenere - Il simbolo di Parigi, il monumento storico più visitato d'Europa, è andato in cenere. I parigini sono usciti di casa e si sono avviati a piedi, seguendo la nube nera, verso le preziose guglie che si stagliavano verso il cielo e che oggi sono crollate in macerie.

Qualcuno si è abbracciato, altri hanno parlato di un segnale terribile per la capitale, un simbolo della storia e della tradizione che sparisce in pochi minuti, forse per negligenza, forse per fatalità.

Solidarietà e partecipazione sono arrivate da tutto il mondo. Le autorità religiose della città hanno invitato fin dalla serata i fedeli a pregare e a recarsi, da domani, nell'altra cattedrale, Saint-Sulpice. Notre-Dame, ferita a morte, stretta da ogni lato dalle mostruose gabbie delle impalcature in fiamme, ha vissuto stanotte le sue ultime ore.

KEYSTONE/AP (Lori Hinant)
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