I cinesi snobbano le scarpe Nike

Boom di marchi locali di scarpe da ginnastica, la qualità non è inferiore.
NEW YORK - La Cina ha iniziato a snobbare le scarpe Nike. Come riporta il Wall Street Journal, i marchi sportivi nazionali sono ora in grado di eguagliare la qualità e il prestigio di quelli americani in un mercato ipercompetitivo e sempre più nazionalista. E così i ricavi di Nike nel gigante asiatico negli ultimi tre trimestri sono risultati inferiori del 28% rispetto allo stesso periodo di cinque anni fa, proprio mentre il settore locale dell'abbigliamento sportivo sta vivendo una fase di boom.
Quasi mezzo secolo fa, il co-fondatore di Nike Phil Knight attraversò la Cina a bordo di un treno per inseguire il sogno di vendere scarpe da ginnastica. Delineò una visione ambiziosa, «un miliardo di persone, due miliardi di piedi», che prevedeva un'aggressiva espansione nel Paese. Entro il 2010, la Cina figurava tra i mercati più redditizi per Nike, offrendo un modello di riferimento per le aziende statunitensi che intendevano trarre profitto dall'ascesa del Dragone.
Oggi invece le attività di Nike sono in affanno, l'azienda ha sostituito i vertici della sua divisione cinese e ha ammesso l'esistenza di sfide «strutturali» nel Paese, che rappresenta ora l'area con le prestazioni peggiori all'interno delle sue operazioni globali. I ricavi in Cina e a Taiwan - scrive il Wsj citando i dirigenti - potrebbero subire un calo di circa il 20% su base annua nel trimestre che si concluderà il 31 maggio, una previsione che ha spinto il titolo Nike ai livelli più bassi da oltre un decennio.
L'azienda ha successivamente annunciato una riduzione dell'organico di 1'400 unità, pari a circa il 2% della forza lavoro complessiva.



