A Salvini non va giù l'irriconoscenza di Vannacci: «Amareggiato e deluso»

Il leader della Lega: «Lo abbiamo accolto nella nostra grande famiglia quando tutti gli davano contro»
MILANO - «Arrabbiato? No. Deluso e amareggiato». L'inizio del post di Salvini, con cui il leader leghista ha voluto commentare l'addio del "generalissimo" alla Lega, fa intendere bene il grado della "scottatura" presa da chi - a dispetto dell'avversione mai nascosta da gran parte dei colonnelli del partito nei confronti di "mister decima-mas - aveva spalancato porte e srotolato crediti di fiducia a non finire al Vicesegreatario Vannacci.
Certo, uno spalancamento che aveva le sue buone ragioni elettorali, ma sempre di buona accoglienza si era trattata, visto l'incarico di vertice subito regalato a chi si era messo in testa di andare a scompigliare le carte politiche e i fondamenti storici del partito.
L'irriconoscenza mostrata dal generale non è andata giù a chi lo aveva sempre difeso. Basta leggere il seguito di quello che ha scritto "il capitano" nel suo messaggio social: «La Lega aveva accolto nella propria grande famiglia Roberto quando aveva tutti contro ed era rimasto da solo: grandi giornali, opinionisti, politici, sinistra e benpensanti. Abbiamo spalancato le porte di tutte le nostre sedi (...), tanto a lui quanto ai suoi collaboratori più stretti. Gli abbiamo offerto l'opportunità di essere candidato con noi in ogni collegio alle elezioni europee, io come tanti altri leghisti l'ho votato e fatto votare, lo abbiamo proposto come vicepresidente del gruppo dei Patrioti in Europa, lo abbiamo nominato vicesegretario del nostro partito».
In questa "corrispondenza d'amorosi sensi" il Viceministro del governo Meloni rinfaccia uno a uno i sacrifici fatti. Ma i cambi di casacca in politica non sono una novità e in un batter di giorni tutto il "grande amore politico", tutte le pacche sulle spalle, sorrisi, ricchi premi di poltrone e cotillon si sono dissolti. Salvini mal digerisce lo sgarbo subito e questa porta in faccia sbattuta in malo modo. Gioisce invece la base e persino gli uomini più vicini al segretario della Lega. Per non parlare degli uomini di vertice storici del movimento, che certe sparate del Vannacci pensiero non riuscivano proprio più a mandarle giù.



