Microshifting, ovvero l'arte di non restare incatenati alla sedia dell'ufficio

Lavorare un po', prendersi una pausa (anche lunga) e poi recuperare. Le nuove tendenze del lavoro “intelligente” si diffondono e lo spartiacque è stato il biennio pandemico.
L'idea dell'orario di lavoro da rispettare in maniera rigida si sta sgretolando davanti alle modificate esigenze della nostra società. Lo smart-working, sdoganato in epoca Covid, ha già dimostrato che non serve essere inchiodati alla scrivania del proprio ufficio per lavorare in maniera produttiva, e sono sempre più numerosi i Paesi al mondo che si indirizzano verso un modello lavorativo che preveda una settimana lavorativa di appena quattro giorni.
In cerca di nuovi modelli - Secondo un rapporto di Owl Labs sul futuro del lavoro, i lavoratori ibridi che lavorano quattro giorni alla settimana in ufficio sono ormai il 34% rispetto al 23% del 2023. Sempre secondo questo rapporto citato dal Guardian, un numero crescente di lavoratori sarebbe disposto a sacrificare il 9% del proprio stipendio per avere orari di lavoro più flessibili. Per le persone intervistate, «il tempo risparmiato non facendo il pendolare o stando in ufficio senza fare niente, sarebbe più produttivo che un classico impiego dalle nove alle cinque».
Se è vero, infatti, che vi sono lavori che debbono essere svolti obbligatoriamente in un determinato luogo e rispettando degli orari fissi, ve ne sono molti altri che comportano la possibilità di essere svolti anche in un contesto casalingo oppure nel rispetto di orari posti unicamente dal lavoratore. La società civile, da questo punto di vista, è molto cambiata, e se un tempo il lavoro era visto come un impegno pressoché totalizzante, ora le nuove generazioni lo considerano come una parte importante, ma non assorbente, della propria esistenza.
DepositCambiano la mentalità, e le priorità - Probabilmente, a questo cambio di mentalità, ha contribuito anche la crisi economica in atto, che ha portato sempre più persone a vedere vanificati i propri sforzi per crearsi una carriera soddisfacente, e la crescente esigenza di non rinunciare ad aspetti importanti della propria esistenza per un lavoro che, in molti casi, non apporta alcun significativo miglioramento, sia in campo economico che di soddisfazione personale. Tutti questi fattori messi insieme hanno portato a sviluppare diversi modelli lavorativi che, per quanto si discostino da quello tradizionale di otto ore, sono in linea con le mutate esigenze dei lavoratori.
Tra questi, si sente sempre più spesso parlare di micro-shifting, termine con il quale si indica una forma di lavoro ibrido suddiviso in blocchi di tempo brevi e discontinui, modellati sulla base della produttività del dipendente o sulle sue esigenze personali. Come scritto sul Guardian, “potresti concentrarti sul tuo lavoro per un'ora la mattina presto, e poi giocare a tennis per un'ora, o magari passare tutto il martedì mattina a socializzare e lavorare fino a tarda notte per recuperare il ritardo”.
In base a un rapporto sulla forza lavoro di Deputy, azienda leader nella programmazione e nella gestione della forza lavoro, intitolato “The Big Shift Us 2025”, riportato su Forbes, la Generazione Z si sta rivolgendo al micro-shifting per avere «turni di lavoro flessibili e brevi, meno di sei ore, e poter bilanciare altri impegni legati all'assistenza familiare, allo studio o ad altri lavori». Secondo il rapporto Deputy i microshifter sono rappresentati per il 51,5% da lavoratori appartenenti alla Gen Z, ed il 63% di essi ritiene che, in quest'ottica, l'intelligenza artificiale possa essere uno strumento capace di migliorare, e non sostituire, il proprio lavoro.
DepositIl micro-shifting «è un cambiamento generazionale» - Come dichiarato alla rivista statunitense da Silvija Martincevic, Ceo di Deputy, «stiamo assistendo a turni di lavoro mediamente più brevi, sia tra la Gen Alpha che tra i Baby Boomers. Questo ci dice che non si tratta solo di una tendenza di nicchia, ma di un cambiamento generazionale». Il rapporto mostra che il micro-shifting funziona meglio nel settore dell'ospitalità e dei servizi, e meno in settori come la sanità.
Le donne costituiscono la maggioranza dei microshifter, il 68% nella Gen Z e il 25% tra i Millennials, soprattutto per il fatto di dover gestire più lavori contemporaneamente. Secondo Martincevic, alla base del successo del micro-shifting vi sono fondamentalmente tre fattori determinanti, il primo dei quali è la crisi economica che spinge sempre più persone a destreggiarsi tra più lavori per resistere alla pressione fiscale e all'aumento dei costi, motivo per cui «i turni più brevi e flessibili non solo sono convenienti, ma sono essenziali».
Il secondo fattore ha a che fare con la tecnologia che permette alle aziende «di offrire una programmazione personalizzata su larga scala, venendo incontro ai lavoratori dove si trovano, e non dove regole obsolete si aspettano che siano». Secondo il Ceo «il 45% dei lavoratori ha dichiarato di aver migliorato l'equilibrio tra vita privata e lavoro grazie alla programmazione offerta dall'intelligenza artificiale».
DepositLa flessibilità che può fare la differenza - Sempre secondo il rapporto, l'intelligenza artificiale viene sfruttata dall'82% delle aziende operanti nel campo della logistica e della vendita al dettaglio per semplificare il lavoro e migliorare il grado di soddisfazione dei clienti. Il terzo fattore è l'aumento della domanda di servizi a domicilio e di assistenza, quale quella agli anziani e l'assistenza sanitaria, che consentono di essere gestiti attraverso una programmazione flessibile del proprio tempo.
Anche se il datore di lavoro è ancora poco propenso ad abbattere i tradizionali vincoli lavorativi legati a uno spazio e a un tempo prestabilito nel quale svolgere il lavoro assegnato, gli esperti di settore sono concordi ormai nel ritenere il micro-shifting un'ottima opportunità per attrarre dei lavoratori competenti e migliorare la produttività degli stessi.
Come già detto, non in tutti i settori lavorativi è applicabile questo modello di lavoro, ma laddove esso sia possibile è dimostrato che offra una serie di vantaggi per entrambe le parti interessate dal rapporto lavorativo. Tuttavia, è necessario coordinare al meglio gli impegni lavorativi e stabilire degli obiettivi chiari e verificabili. Il micro-shifting permette, quindi, di coniugare flessibilità, produttività e maggiore soddisfazione personale. In questo senso, le aziende che adottano strategie flessibili guadagnano competitività sul mercato del lavoro.
DepositLavorare quattro giorni, o condividere il lavoro - Da quanto detto, appare chiaro come stia crescendo sempre di più l'interesse intorno alle varie tipologie di lavoro flessibile, ossia svincolato da una rigida organizzazione dell'attività lavorativa da parte del datore di lavoro. Rientra in questa categoria il lavoro ibrido, nel quale generalmente i lavoratori alterneranno periodi di lavoro in loco ed altri fuori sede, da remoto, lavorando al di fuori del posto di lavoro, solitamente da casa o da uno spazio di coworking. Lo smart-working è una modalità di lavoro flessibile che svincola il lavoratore dipendente dalla scelta di un orario e uno spazio di lavoro fisso, organizzando la propria attività sulla base di obiettivi da raggiungere.
Altra modalità di lavoro di cui si sta studiando la fattibilità è la settimana lavorativa corta, nella quale le ore lavorative standard vengono condensate in un tempo più limitato, traducendosi in una settimana lavorativa di soli quattro giorni. Sperimentata fin dagli anni Settanta, questa modalità sta conquistando un crescente interesse per la possibilità di poter lavorare lo stesso numero di ore ma in un lasso di tempo contratto.
Oltre alle tipologie più note, si stanno affermando anche altre tipologie di lavoro flessibile come il job sharing, che vede due lavoratori part-time alternarsi per svolgere un'attività lavorativa che, normalmente, sarebbe affidata a un unico lavoratore. In questo caso, il vantaggio per il datore di lavoro consiste nel riuscire a ottenere la disponibilità di più lavoratori che, in condizioni diverse dal part-time, avrebbero rinunciato a occupare quella posizione lavorativa. Non esiste, quindi, un solo modo di lavorare in maniera flessibile, e tali tipologie di lavoro possono comunque essere plasmate sulle esigenze concrete del lavoratore e del datore di lavoro.
DepositPiù flessibili = più attrattivi - Se le possibilità di lavorare in maniera flessibile e diversificata spesso non mancano, ciò che non deve far difetto è la volontà delle parti di affrontare, in maniera franca e costruttiva, un cambiamento laddove possibile, per far aderire maggiormente il lavoro ad altre esigenze personali, non meno importanti, del primo. La collaborazione tra datore di lavoro e lavoratore è fondamentale per rendere effettiva la flessibilità.
Obiettivi chiari, comunicazione aperta e fiducia reciproca sono elementi necessari per far funzionare qualsiasi modello lavorativo flessibile. Il cambiamento non riguarda solo il luogo o l'orario di lavoro, ma implica anche una ristrutturazione della cultura aziendale. Adottare un approccio flessibile può aumentare la motivazione e la produttività dei lavoratori. Inoltre, consente di attrarre talenti che cercano equilibrio tra lavoro e vita privata. Le aziende lungimiranti comprendono che flessibilità non significa minor impegno, ma modalità più efficaci di organizzare il lavoro.




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