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STATI UNITI Che fine hanno fatto i Big Tech?

24.01.23 - 06:30
Da Google a Microsoft, da Twitter a Meta e Amazon. La gallina dalle uova d'ora sta perdendo le piume e a rimetterci sono i lavoratori.
AFP
Che fine hanno fatto i Big Tech?
Da Google a Microsoft, da Twitter a Meta e Amazon. La gallina dalle uova d'ora sta perdendo le piume e a rimetterci sono i lavoratori.

MOUNTAIN VIEW - Sembra non avere fine la crisi che sta colpendo uno dei settori insospettabili. Licenziamenti a raffica nelle Big Tech. I colossi statunitensi del digitale hanno annunciato il taglio di decine di migliaia di posti di lavoro in controtendenza con gli ultimi anni.

Twitter - Un fiume in piena. Secondo i dati raccolti da Layoffs.fyi oltre 214 mila persone sono state licenziati dall'inizio del 2022 nel settore tecnologico. Ha cominciato Twitter, con il taglio più grosso, in percentuale, voluto a fine 2022 dal nuovo proprietario, il miliardario imprenditore Elon Musk e che ha coinvolto circa il 50% dei dipendenti, 3.700 persone. Tra i primi licenziati ci sono stati il ceo Parag Agrawal, con tanto di litigio con Musk, e il Cfo Ned Segal.

Meta - Meta, la società madre di Facebook, Instagram e WhatsApp, ha annunciato sempre lo scorso novembre la perdita di 11.000 posti, pari a circa il 13% del totale della forza lavoro. Si tratta del primo piano di ristrutturazione nella storia del gruppo. Il gruppo statunitense di cloud computing con sede a San Francisco, Salesforce ha dichiarato una procedura di licenziamento per 8.000 dipendenti, ovvero il 10% della sua forza lavoro.

Microsoft - Qualche mese prima Snap, la società madre della popolare applicazione di messaggistica Snapchat, ha annunciato lo scorso agosto una ristrutturazione che porterà al taglio di circa il 20% della forza lavoro, ovvero più di 1.200 dipendenti. La storica Microsoft ne ha tagliati 10'000 di 221.000 (5%). Stripe 1'100 di 8'100 (20%). Si è salvata, in parte, solo Amazon: i 18.000 posti di lavoro tagliati rappresentano l’1% del milione e mezzo di dipendenti.

Il 2023 non inizia bene - Questo accadeva a fine 2022. Ma il nuovo anno non è cominciato certo in modo migliore. Ieri la piattaforma di streaming musicale Spotify ha annunciato che ridurrà del 6% i suoi circa 9'800 dipendenti.

La scorsa settimana invece, Alphabeth, la holding di Google, ha annunciato il taglio di 12 mila lavoratori (circa il 6 per cento della forza lavoro), in tutte le aree produttive dell’azienda, a livello globale. A ruota, è poi arrivata la decisione di Microsoft.

L'errore di aver fatto troppe assunzioni - Ma perché? Cosa sta succedendo alla Silicon Valley? Come spiegato da Italian Tech, durante gli anni della pandemia le compagnie digitali hanno assunto tantissimo personale per far fronte all’esplosione della domanda di beni e servizi digitali da parte della gente “costretta” a stare a casa davanti ad un pc per lavoro o per passatempo. All’aumento di introiti e di personale del 2020 e del 2021 sono però seguiti il calo delle entrate pubblicitarie e l’invasione russa in Ucraina, che ha fatto sorgere un quadro finanziario instabile.

Covid certo, la crisi economica globale causata dalla guerra russo-ucraina. Ma ci sono anche stati degli errori. Investimenti in nuove tecnologie, apertura di nuovi settori di ricerca e sviluppo, tentativi di crescita ed espansione fuori da ogni regola e logica. Come scrive Manuel Lai sul sito specializzato tech.everyeye.it «il Metaverso, la corsa allo spazio o alla guida autonoma, sono tutte cose affascinanti e di grandi prospettive ma che per ora non sembrano aver pagato, con perdite economiche che potevano essere ammortizzate quando queste aziende crescevano ma che diventano una zavorra pesantissima con una crisi è così forte e acuta».

Apple in controtendenza (per ora) non taglia
C’è chi invece con una gestione più oculata sta resistendo alla crisi del settore. È il caso di Apple che al momento non ha annunciato tagli e che continua una lenta ascesa nella sua crescita. Come mai? Apple ha fatto una scelta in controtendenza durante il periodo della pandemia. Se gli altri colossi hanno cavalcato l’onda assumendo a dismisura per adeguare l’offerta alla domanda del mercato, Apple ha continuato a crescere allo stesso ritmo di sempre e non ha accelerato le assunzioni, solo il 20% a differenza di Microsoft del 53%; Alphabet del 57%, Amazon del 100% e Meta del 94% (dati Wall Street Journal). Oltre che al sempre buon successo suoi prodotti trainati da iPhone anche i bonus dipendenti sono stati diversi rispetto agli altri colossi. No ai pranzi gratuiti presso i suoi campus aziendali come Meta e Google ma hardware per incentivare il lavoro da remoto e alleggerire le spese dovute alla crisi.

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COMMENTI
 

gigipippa 1 anno fa su tio
Sempre più convinto che dietro le assunzioni folli ci sia le grande manipolazione, e la strategia di ricambio del personale.

Bilbo 1 anno fa su tio
Bene, ho un azienda informatica e ho licenziato 4 persone perche le abbiamo rimpiazzate con AI, semplice ora si comincia a guadagnare e tutte quelle persone che vogliono essere pagate per fare qualcosa che non è nemmeno speciale possono continuare a sognare

Ahimè 1 anno fa su tio
Risposta a Bilbo
Forse tra un po anche tu e la tua azienda verrete rimpiazzati dalla AI...

Gabriel 1 anno fa su tio
Colpa del Covid...
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