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CINAGhebreyesus, a capo dell'OMS, oscurato in Cina

11.05.22 - 16:37
Il portavoce del Ministero degli Esteri: «Commenti irresponsabili»
AFP / IMAGO
Ghebreyesus, a capo dell'OMS, oscurato in Cina
Il portavoce del Ministero degli Esteri: «Commenti irresponsabili»
Intanto, non si possono più condividere le sue parole su Weibo o su WeChat

PECHINO - Tedros Adhanom Ghebreyesus, a capo dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), è stato oscurato sui siti internet cinesi, dopo aver messo in dubbio la strategia anti-Covid del Paese.

Lo riportano i media internazionali, dando notizia di una censura su Weibo e su WeChat, le due maggiori piattaforme social del Dragone.

«Quando parliamo della strategia "zero-Covid", non pensiamo che sia sostenibile, considerando il comportamento del virus attuale e quello che prevediamo in futuro», aveva detto martedì il capo dell'OMS, alludendo alla maggiore trasmissibilità di Omicron. «È molto importante passare a una strategia diversa», aveva poi concluso.

«In violazione delle norme»
L'account stampa ufficiale delle Nazioni Unite su Weibo ha condiviso i commenti di Ghebreyesus questa mattina, suscitando un'ondata di commenti. Poco dopo, però, il post non era più visibile. Anche l'hashtag Weibo con il suo nome è stato ben presto censurato e le immagini con il suo volto sono state cancellate dalla piattaforma, anche se i post contenenti il suo nome sono ancora visibili.

Anche su WeChat, un contributo dell'account ufficiale delle Nazioni Unite che includeva i commenti in questione è stato «vietato dalla condivisione a causa di una violazione delle leggi e dei regolamenti» a partire da mercoledì mattina. Anche i video del discorso sono stati rimossi dalla piattaforma.

Uno dei pochi che hanno potuto commentare le parole di Ghebreyesus è l'editorialista del tabloid Global Times, Hu Xijin, che ha scritto che «Tedros dovrebbe rispettare la Cina, e pensare se le sue parole possano avere un effetto positivo sulla promozione della solidarietà nella lotta contro il virus».

«Commenti irresponsabili»
I commenti, seppur in linea con le valutazioni di numerosi scienziati, hanno attirato anche le ire di Pechino. «Ci auguriamo che le persone interessate guardino alla politica di prevenzione e controllo delle epidemie della Cina in modo obiettivo e razionale, imparino a conoscere meglio i fatti e si astengano dal fare commenti irresponsabili», ha dichiarato il portavoce del Ministero degli Esteri cinese Zhao Lijian durante un briefing odierno, attaccando chiaramente l'OMS.

D'altronde, il Presidente cinese Xi Jinping si è sempre dichiarato apertamente un fervido sostenitore di questa linea, che include una tolleranza zero, con confinamenti, test di massa e quarantene all'apparizione dei primi casi.

L'approccio ha contribuito a mantenere piatta la linea dei contagi per quasi due anni. L'arrivo di Omicron, altamente trasmissibile, ha però provocato chiusure severissime e prolungate, che hanno iniziato ad esasperare la popolazione. L'esempio più lampante è il caso-Shanghai.

«Si rischiano fino a 1,5 milioni di decessi»
Ci sono però anche pareri contrari all'abbandono della strategia "Covid zero" in questo momento.

Secondo uno studio dei ricercatori della Fudan University di Shanghai, pubblicato martedì sulla rivista Nature, questa decisione potrebbe portare fino a 1,6 milioni di morti nel Paese. In particolare perché, vista la scarsa copertura vaccinale, un'ondata incontrollata di Omicron potrebbe portare fino a 112,2 milioni di casi sintomatici. Con questa cifra, in caso di un'epidemia incontrollata, il sistema sanitario nazionale cinese sarebbe completamente sopraffatto, con la domanda dei letti di terapia intensiva che supererebbe di 15,6 volte quelli disponibili.

Uno scenario che potrebbe evitare, secondo la ricerca, concentrandosi sull'aumento «dell'accessibilità ai vaccini e alle terapie antivirali».

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