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ISRAELE
02.05.2021 - 15:270

Monte Meron: mentre Israele piange le vittime, si chiede una commissione d'inchiesta su una tragedia annunciata

Il disastro fa emergere tensioni fra le comunità religiose e laiche del Paese e la presunta ignavia del governo.

TEL AVIV - Con bandiere a mezz'asta e concerti ed eventi sportivi rinviati, Israele celebra oggi una giornata di lutto nazionale per le 45 vittime della calca a un raduno di ebrei ultraortodossi sul Monte Meron di giovedì. Al cordoglio, però, si accompagnano le polemiche per una tragedia che si scopre annunciata e rivela le tensioni fra comunità religiose e popolazione laica all'interno del Paese.

Diversi chiedono innanzitutto una commissione d'inchiesta statale. Come un gruppo di ex capi di polizia che, in una lettera al primo ministro Benjamin Netanyahu, invoca un'indagine approfondita che fornisca indicazioni per gli anni a venire. Come riporta il Times of Israel, responsabili delle forze dell'ordine presenti e passati denunciano le enormi pressioni politiche che la polizia avrebbe subito negli ultimi anni perché il Lag B’Omer avvenisse senza limitazioni di pubblico, al fine di non scontentare la comunità religiosa haredì che vi partecipa. 

«Il sito (sul Monte Meron, ndr) deve essere gestito in maniera diversa», sottolinea alla Radio dell'esercito il rabbino capo ashkenazita David Lau. «Lo Stato è tenuto a prendersene la responsabilità». A fargli eco è anche il presidente del partito Giudaismo Unito nella Torah, Moshe Gafni, che lamenta come il luogo della tragedia non sia stato «toccato dalla fondazione dello Stato» d'Israele: «Non si possono avere così tante persone in un posto così piccolo e non avere un disastro», assicura.

Anche tra gli editorialisti c'è chi punta il dito contro l'ignavia del governo. Come Chen Artzi Sror che, su Ynet News, lamenta come l'esecutivo dello Stato ebraico abbia rinunciato a esercitare la propria autorità su alcune fasce della popolazione: «Ha abdicato al suo ruolo e ha permesso a un'autonomia haredì di emergere - scrive -. E in un posto dove non c'è la legge dello Stato e non c'è paura dell'autorità nessuno è sicuro».

La reticenza del governo di Netanyahu a intervenire negli affari delle comunità ebraiche ultraortodosse era riemersa recentemente nel corso della pandemia di Covid-19. Le autorità sono state a più riprese accusate di non voler far applicare le norme sanitarie a questi gruppi di popolazione. 

Nel disastro del Monte Meron sono morte 45 persone, fra le quali si contano almeno dieci minori. I feriti sono circa 150. Nel sito dell'annuale raduno religioso dovevano trovarsi al massimo 10mila persone, ma si calcola fossero almeno 100mila.   

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