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Festa della Repubblica italiana, il discorso di Mattarella a Codogno

Il Presidente della Repubblica ha reso omaggio alle vittime e ringraziato il popolo italiano
keystone-sda.ch (Paolo Giandotti)
Il Presidente della Repubblica Mattarella a Codogno.
Festa della Repubblica italiana, il discorso di Mattarella a Codogno
Il Presidente della Repubblica ha reso omaggio alle vittime e ringraziato il popolo italiano
CODOGNO - Con una pandemia mondiale che ha stravolto le vite di tutti, quest'anno è stato un 2 giugno, festa della Repubblica italiana, decisamente inusuale. Il messaggio rivolto dal Governo al popolo italiano è quello di continuare a e...

CODOGNO - Con una pandemia mondiale che ha stravolto le vite di tutti, quest'anno è stato un 2 giugno, festa della Repubblica italiana, decisamente inusuale.

Il messaggio rivolto dal Governo al popolo italiano è quello di continuare a essere solidali, coraggiosi e uniti, e che è la forza morale degli italiani che tiene unito il Paese e che gli permette di superare anche le sfide più complicate. È da qui che bisogna ripartire, con grande speranza verso il futuro.

A trasmettere il messaggio è stato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha omaggiato tutte le vittime del nuovo coronavirus al cimitero di Codogno, paese simbolo della lotta alla pandemia in quanto località dove è stato rilevato il "paziente zero", il primo caso di Covid-19 in Italia.

«Da Codogno, dove è iniziato il nostro percorso di sofferenza, vogliamo ribadire i valori della Costituzione, ricordando nuovamente i tanti nostri concittadini morti per il coronavirus e rinnovando grande solidarietà ai loro familiari e alle loro comunità» le parole del Presidente, rigorosamente con la mascherina, riportate dalla Repubblica.

Mattarella si è poi spostato ad un incontro con i sindaci delle zone più colpite e il Governatore della Regione Lombardia Attilio Fontana, con sullo sfondo le frecce tricolori che tingevano i cieli italiani di verde, bianco e rosso, in segno d'unità. Fontana ha espresso soddisfazione e gratitudine nei confronti della scelta di recarsi nella Regione più colpita dal virus per celebrare la Repubblica, definendolo un grande gesto simbolico.

Infine, si è svolto un momento di saluto nel cortile del palazzo comunale, ma in un cortile transennato per l'occasione: questo per evitare il radunarsi di folle e assembramenti, viste le rigide norme anti-Covid ancora in vigore.

In mattinata, il Presidente aveva invece deposto una simbolica corona di fiori all'Altare della patria, a Roma. Una celebrazione, anche quella nella capitale, stravolta rispetto al solito: non si è infatti potuta svolgere la tradizionale parata.

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