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ITALIA
15.05.2020 - 13:160

Il virologo italiano contro i test sierologici: «Uno spreco di finanze»

L'esperto dell'università di Padova Andrea Crisanti ha sottolineato l'importanza di fare chiarezza

MILANO - «Soldi buttati». In questo momento per un cittadino una corsa al test sierologico per la ricerca di anticorpi contro il Sars-Cov-2 sarebbe uno spreco di finanze, secondo il virologo dell'università di Padova Andrea Crisanti, che sottolinea la necessità di fare chiarezza su questo strumento per evitare quello che, secondo la sua opinione, sta già accadendo.

«Sui test sierologici è ufficialmente caos. Ma bisogna aspettare che si faccia luce» ha detto all'agenzia Adnkronos. In Italia sul fronte delle istituzioni ci si è mossi in ordine sparso e su diversi livelli, mentre piovono le richieste dalle aziende e da molti singoli cittadini o famiglie che si stanno muovendo per averli.

«Sebbene in passato per altre malattie si siano rivelati utili», per ora per quanto riguarda il nuovo coronavirus «non emergono dati che permettano di collocare i test sierologici in un percorso diagnostico», ha puntualizzato l'esperto.

La visione del responsabile del Laboratorio di microbiologia e virologia dell'Azienda ospedaliera del capoluogo patavino è netta. Crisanti preferisce guardare alle «cose concrete», da lui sempre elencate: il monitoraggio dei contagi attraverso il tracciamento dei contatti, un'adeguata strategia di tamponi, e non abbassare la guardia sulle protezioni individuali.

Quanto al vaccino, agli studi in corso per arrivare alla meta, e alla bufera scoppiata dopo che è emersa la possibilità che Sanofi dia priorità nelle forniture agli Stati Uniti, per l'esperto una prima incognita sta a monte: «Dio solo sa se riusciranno a farlo il vaccino». Ci sono un centinaio di candidati, ma «non è detto che si riesca a fare per tutte le malattie. Magari lo sviluppano, ma la maggior parte delle volte non si riesce. E poi bisognerà produrlo. Speriamo bene, perché sarebbe uno strumento potentissimo», ha concluso Crisanti.

Commenti
 
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Heinz 1 anno fa su tio
Prima di guardare a problemi italiani, perchè non fate un bell'articolo che chieda perchè un tampone in Svizzera costa 180 franchi e in Italia 70 : stesse macchine stessi reagenti. Un altro articolo deve essere CAOS IN SVIZZERA : dopo 2 mesi casse malati e confederazione non hanno ancora chiarito se il tampone è coperto da tutte le casse malati !!! Su su che di problemi in Svizzera da vangare ce ne sono abbastanza senza pensare a quelli degli altri !!!!
MIM 1 anno fa su tio
@Heinz Non tutti i tamponi sono uguali. Alcuni kit danno una certezza del 30%, altri arrivano al 70%; non ho sentito di kit di tamponi con certezza del risultato. Se vuoi essere sicuro, dovresti fartene uno un giorno si e uno no. Se ti va di farlo..
SSG 1 anno fa su tio
@Heinz in una nazione il caos è vedere chi copre gli eventuali costi del tampone nell'altra quando deve ricominciare il campionato di calcio. L'articolo si riferisce a un'intervista non a confrontare le nazioni … e in merito al costo ha già risposto MIM
seo56 1 anno fa su tio
@Heinz É più di un mese, come deciso dal CF, che il tampone é pagato dalla CM di base è il suo prezzo é 130 CHF. Se viene ordinato dal medico cantonale (personale a rischio) é pagato dal Cantone e il suo prezzo é di 95 CHF.
Heinz 1 anno fa su tio
@SSG Si e no: anche li dipende da regione a regione. In Lombardia è evidente che l'hanno gestita male, ancora oggi hanno numeri importanti e sono sempre li a fare polemiche. In veneto all'inizio avevano un focolaio importante, hanno seguito un approccio diverso dai lombardi, ed oggi sono praticamente fuori dal problema. Hanno un sistema sanitario regionale che funziona molto bene. Sembrerà incredibile, ma anche dall'Italia ogni tanto arrivano esempi positivi di gestione,nonostante lo stato italiano funzioni mediamente male.

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