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FESTIVAL DIRITTI UMANISi chiude il film festival con la voglia di ricominciare da capo

29.10.23 - 22:30
Un festival di successo, fatto di inizi e di conferme. E in cui organizzatori e pubblico hanno messo il proprio cuore
FFDUL
Si chiude il film festival con la voglia di ricominciare da capo
Un festival di successo, fatto di inizi e di conferme. E in cui organizzatori e pubblico hanno messo il proprio cuore

LUGANO - Si è concluso ieri al cinema Corso, con la proiezione del film francese “Sur l'adamant” di Nicolas Philibert, la decima edizione del Film Festival Diritti Umani Lugano (Ffdul).

Inserita, purtroppo, nel contesto dell'inizio di una nuova guerra - quella tra Israele e Hamas -, con i suoi undici giorni di programmazione, incontri e mostre, la kermesse si è confermata un punto di riferimento fondamentale per riflettere e promuovere i diritti umani. E come ben ricorda Morena Ferrari Gamba, delegata della Fondazione Diritti Umani al Ffdul: «L’angoscia che proviamo di fronte alle violazioni dei diritti umani non può e non deve essere ignorata. Solo attraverso l'azione e l’empatia, noi, cittadini, istituzioni e società civile, possiamo sperare di costruire un mondo in cui ogni individuo possa vivere una vita dignitosa e libera».

Sicuramente la città di Lugano - e soprattutto i suoi più giovani cittadini - ha fatto sentire la sua presenza nelle sale, con molte delle proiezioni andate sold out. A questa edizione hanno partecipato oltre 60 ospiti nazionali e internazionali, tra cui i registi Abbas Amini, Maciek Hamela, Manijeh Hekmat, la dottoressa Cristina Cattaneo e i due esperti di informazione Paolo Attivissimo e Bruno Giussani.

Gli spazi di Ffdul hanno accolto 30 film di cui 13 prime svizzere e 12 prime per la Svizzera Italiana e 96 scolaresche.

Alla chiusura del festival, il direttore Antonio Prata ha dichiarato che «il cinema ci permette di avvicinare, di ascoltare anche coloro che sembrano non avere più voce e forza per affrontare le difficoltà. Una delle cose che più ci resterà di questa edizione è proprio la generosità degli ospiti che hanno condiviso con noi soprattutto lo spirito di incontro di questo festival». A cui ha fatto eco Roberto Pomari, presidente del festival: «Il nuovo format del festival, per la prima volta con il concorso internazionale, ha nuovamente promosso il cinema di impegno per i diritti umani nella sua accezione più pura: storie importanti narrate con limpida linearità».

Anche il prossimo anno si continuerà con undici giorni di programmazione: Ffdul ritornerà dal 10 al 20 ottobre 2024.

COMMENTI
 

spike3.0 3 mesi fa su tio
Quando perseverare non é diabolico, grazie e in bocca al lupo per la prossima edizione
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