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Festival Diritti UmaniI cinque film che proprio non potete perdervi

20.10.23 - 06:30
Piccole chicche da non lasciarvi sfuggire tra le opere fuori concorso del Film Festival Diritti Umani Lugano
FFDUL
"19".
"19".
I cinque film che proprio non potete perdervi
Piccole chicche da non lasciarvi sfuggire tra le opere fuori concorso del Film Festival Diritti Umani Lugano

LUGANO - Piccola premessa: ogni film inserito nella programmazione dell'edizione 2023 del Film Festival Diritti Umani Lugano (FFDUL) è meritevole di essere visto, per la tematica che affronta e per la resa artistica.

Consultando a fondo il programma, abbiamo deciso di pescare dalle opere fuori concorso: ecco quindi cinque titoli che dal nostro punto di vista sono assolutamente imperdibili. 

1. "Houria" - Cinema Corso, mercoledì 25 ottobre alle 9.30

Houria di giorno fa la donna delle pulizie, di notte si dedica al gioco d'azzardo illegale. Ma la sua vera essenza è un'altra: è una ballerina di talento, ma il sogno di una carriera nella danza viene infranto dopo una violenta aggressione provocata da una grossa vincita. Il ballo non l'abbandonerà, ma le servirà per accettare il suo nuovo corpo.

Perché merita: "Houria" è un omaggio alla perseveranza, alla speranza e alla vita, che potrà essere sicuramente uno stimolo positivo per gli studenti che interverranno alla proiezione di mercoledì. Una storia che mette in luce una comunità femminile e parla di libertà (e di come ci sia sempre una luce alla fine di ogni tunnel).

ETIENNE ROUGERY"Houria".

Una studentessa di college scopre che online esiste della pornografia di lei con le sue fattezze. I registi Sophie Compton e Reuben Hamlyn guidano lo spettatore nel mondo di Taylor, sia quello in Rete che nella vita di tutti i giorni, attraverso video diari, media sintetici e animazioni 2d e 3d.

Perché merita: "Another Body" affronta una delle piaghe dell'era di Internet, quella dell'appropriazione dei contenuti sensibili di un individuo, e il loro uso non solo senza consenso, ma in forme che possono diventare criminali. Un problema assolutamente attuale che sarà affrontato anche nell'approfondimento "Dietro lo schermo. Identità, diritti e abusi nel mondo digitale" di mercoledì sera, con gli esperti Paolo Attivissimo e Bruno Giussani.

FFDUL"Another Body".

3. "Sconosciuti puri" - Cinema Corso, giovedì 26 ottobre alle 20.30

Sono i corpi senza nome che arrivano ogni notte nella sala autopsie della dottoressa Cristina Cattaneo. Lei li chiama così, "sconosciuti puri". Sono senzatetto, prostitute, adolescenti in fuga e da qualche anno, sempre più spesso, sono migranti respinti dal Mar Mediterraneo. Solo Cattaneo sembra interessarsi ancora al loro diritto alla dignità.

Perché merita: è il film sui diritti umani all'ennesima potenza, organizzato in collaborazione con Amnesty International Svizzera. Quando la perdita d'identità non deve andare di pari passo con lo smarrimento della dignità. Al dibattito post proiezione saranno presenti non solo i registi Valentina Cicogna e Mattia Colombo, ma la stessa Cristina Cattaneo.

FFDUL"Sconosciuti puri".

4. "19" - Cinema Corso, venerdì 27 ottobre alle 20.30

Dopo aver contratto il Covid-19, Mitra, una pittrice iraniana single di 57 anni, single, entra in coma. Nei suoi ultimi respiri, inizia a viaggiare in diversi pezzi dei suoi ricordi. Un viaggio agrodolce nel passato e nel contempo un bilancio sulla sua generazione: quello che è stato costruito e ciò che è stato rovinato.

Perché merita: è uno sguardo sull'opera filmica di Manijeh Hekmat, regista iraniana vincitrice del Premio Diritti Umani per l’Autore 2023. Una voce di una cinematografia che viene messa in rilievo dai concorsi e dalla critica, ma che in patria continua a faticare a farsi largo a causa delle ben note vicende politiche. Dopo la proiezione seguirà un dialogo sul cinema iraniano.

FFDUL"19".

5. "In The Rearview" - Cinema Corso, sabato 28 ottobre alle 20.30

Più generazioni di civili ucraini, costretti ad abbandonare le proprie case dopo lo scoppio del conflitto, si affidano all'aiuto del furgone di volontari organizzato dal regista Maciek Hamela. Lo spettatore ha un posto privilegiato a bordo del veicolo, che supera i posti di blocco e passa attraverso campi minati, diventando con il passare delle ore e dei chilometri ospedale, rifugio e confessionale.

Perché merita: storia sempre attuale di quella che è la guerra che viene combattuta a minore distanza dall'Europa (e che ora ha perso le prime pagine dei media solo a causa di un altro conflitto). Un film potente, che ha trionfato solo qualche giorno fa allo Zurich Film Festival nella categoria documentari.

PIOTR GRAWENDER"In The Rearview".

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