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GIORGIO GILARDI

È giunto il momento di ripensare la scuola dell’infanzia

Giorgio Gilardi, Candidato PLR al Gran Consiglio, Membro de LaScuola.
Giorgio Gilardi
È giunto il momento di ripensare la scuola dell’infanzia
Giorgio Gilardi, Candidato PLR al Gran Consiglio, Membro de LaScuola.
Dopo settimane, durante le quali di scuola si è parlato unicamente per il superamento dei livelli e per l’ora di tedesco, vogliamo qui portare l’attenzione sulla scuola dell’infanzia… là dove tutto ha inizio. La...

Dopo settimane, durante le quali di scuola si è parlato unicamente per il superamento dei livelli e per l’ora di tedesco, vogliamo qui portare l’attenzione sulla scuola dell’infanzia… là dove tutto ha inizio. La nostra scuola dell’infanzia ha, come unica peculiarità Svizzera, sempre accolto allievi e allieve a partire dai tre anni anche se l’obbligo scolastico inizia a 4. Oggi i bisogni di allievi e famiglie sono mutati, la conciliabilità scuola-lavoro si è fatta critica e ciò ha portato, per forza di cose, ad adottare costantemente nuovi regolamenti, ordinanze e disposizioni per tentare di adeguarsi alle mutate condizioni mantenendo però invariata la struttura. La conduzione di una classe è divenuta molto più complessa e onerosa dal punto di vista del tempo; gli allievi richiedono attenzioni particolari e pertanto nuove competenze sono richieste agli insegnanti. Il sistema scuola dell’infanzia è stato perciò messo in crisi e dovrebbe essere rivisto pensando soprattutto ai bambini dell’anno facoltativo, i tre anni. Attualmente inseriti in una classe numerosa, con compagni di 4, 5, 6 anni, gli allievi di 3 anni vivono in un ambiente sicuramente stimolante, ma non sempre facile da gestire per loro; e, a volte, la convivenza con i compagni “grandi” diventa difficile. Il divario, d’età e di maturazione, all’interno del gruppo classe risulta troppo ampio, i bisogni degli uni e degli altri sono troppo distanti e questo non permette alla scuola di rispondere in modo adeguato a tutte le situazioni che si verificano in una giornata di scuola. Da qui la domanda: “Non sarebbe forse meglio pensare a una riorganizzazione interna alla scuola dell’infanzia, ovvero offrire uno spazio dedicato ai “facoltativi” dove sviluppare le competenze di base con i propri coetanei?” Se desideriamo una scuola di qualità, vicina ai bambini e ai loro bisogni, alla conciliabilità fra lavoro e scuola, è giunto il momento di osare, di avere il coraggio di pensare in grande e di affrontare le sfide in modo sistemico e globale. I cerotti sono finiti, si passi a un’operazione seria per riportare in salute la scuola. Proviamo a pensare spazi/aule/classi riservate solamente agli allievi di tre anni, con programmi, attività didattiche, arredi e ritmi rispettosi dei loro bisogni. Aule inserite nelle attuali sedi di scuola dell’infanzia così da permettere quella permeabilità utile a confrontarsi, nelle modalità e nei tempi adeguati, anche con i compagni di 4 e 5 anni. Per concludere, il nostro obiettivo è quello di dare tempo ai bambini per sviluppare quelle competenze di base che possano poi permettere a ognuno di loro di entrare nella scuola dell’obbligo con un bagaglio d’esperienze solido e sentirsi pronto ad affrontare le nuove sfide in un gruppo classe eterogeneo per età.

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