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Retrospettiva sul regista finlandese Aki Kaurismaki

Retrospettiva sul regista finlandese Aki Kaurismaki
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Retrospettiva sul regista finlandese Aki Kaurismaki
LOCARNO -La retrospettiva quest'annno sarà dedicata al cineasta finlandese Aki Kaurismäki. Il programma presenterà tutte le sue opere, sia lungometraggi che cortometraggi, una selezione dei suoi film preferiti, una mostra di fotografie scat...

LOCARNO -La retrospettiva quest'annno sarà dedicata al cineasta finlandese Aki Kaurismäki.

Il programma presenterà tutte le sue opere, sia lungometraggi che cortometraggi, una selezione dei suoi film preferiti, una mostra di fotografie scattate durante le riprese, molta musica e la proiezione in Piazza Grande del suo nuovo film "Laitakaupungin valot" (Lights at the Edge of the City). Per l’occasione, i Cahiers du Cinéma, in collaborazione con il  Festival, pubblicheranno un libro che raccoglie interviste inedite realizzate dallo storico, editore, regista e giornalista finlandese Peter von Bagh.

 
Chi è Aki Kaurismaki

Nella visione di Aki Kaurismäki sia il tempo che gli spazi sono simili ai sogni, dense vedute di città che il regista riesce a creare nei suoi film e che fondamentalmente non hanno equivalente nella vita reale.
Aki Kaurismäki, nato nel 1957, è cresciuto nell’epoca ”terrorizzata dalla televisione”. Ha provato ed è riuscito ad attenersi completamente alle inseparabili realtà del ”mondo reale”, e del deep screen che solo la pellicola da 35 millimetri – luce contro macchinazioni elettroniche, la bellezza della tradizione artigianale contro l’esagerazione tecnologica – rende possibile. Aki Kaurismäki non ha mai usato nessun’altro supporto, tanto meno il video, ed è semplicemente orgoglioso di aver contributo alla continuità ed alla tradizione del ”cinema vero”. Il suo stile minimalista è singolare (come pure quello del fotografo di tutti i suoi film, Timo Salminen) e non ha mai frequentato la Scuola di Cinema Finlandese (era sospettato di essere ”troppo cinico”). Allo stesso modo i suoi film sono pieni di citazioni (ha detto che Juha ne avrebbe più di un centinaio) che però sono sempre invisibili, parte di quel costante dialogo nel quale particelle di cultura filmica vengono utilizzate per scoprire la realtà del contesto umano, della società e della psiche dei giorni nostri, come quella dei teneri giorni dell’infanzia di Aki Kaurismäki, solo vagamente conosciuti dagli spettatori stranieri. Nei suoi film c’è sempre una travolgente presenza di elementi tipici finlandesi, di ”oggetti d’amore” e di referenze alle ben conosciute fonti di classici finlandesi del mondo della letteratura, del cinema, della pittura, e certamente della musica popolare.

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