Febbraio a teatro al LAC: c'è anche il ritorno di Fantozzi

Gianni Fantoni il protagonista che vestirà i panni del celeberrimo ragioniere nei due spettacoli del 14 e 15 febbraio. Il 2 e 3 febbraio invece il Premio Ubu 2024 "Come gli uccelli" di Monica Capuani.
Gianni Fantoni il protagonista che vestirà i panni del celeberrimo ragioniere nei due spettacoli del 14 e 15 febbraio. Il 2 e 3 febbraio invece il Premio Ubu 2024 "Come gli uccelli" di Monica Capuani.
LUGANO - Un febbraio di buon teatro al Lac. Per il focus Oltre le guerre martedì 3 e mercoledì 4 febbraio alle ore 20 in Sala Teatro va in scena "Come gli uccelli", capolavoro drammaturgico del franco-libanese Wajdi Mouawad che il regista Marco Lorenzi affida all’interpretazione di nove attori. Vincitore del Premio Ubu 2024 come miglior nuovo testo straniero, Come gli uccelli – di cui Monica Capuani firma traduzione e ne è la dramaturg, racconta la storia d’amore tra Eitna, giovane israeliano, e Wahida, ragazza di origine araba, e lo fa in un contesto segnato da conflitti, dolore e odio.
I due giovani e innamorati, si conoscono a New York: il loro amore sboccia nonostante le radici diverse, cercando di resistere a una realtà che li divide. Il destino li mette alla prova sull’Allenby Bridge, il ponte che collega – e allo stesso tempo separa – Israele e Giordania. Eitan rimane vittima di un attentato terroristico e cade in coma. Da qual momento la loro storia privata si intreccia con quella collettiva fatta di conflitti, ideologie, e ferite mai sanate. Lo spettacolo è consigliato a un pubblico a partire dai 14 anni.
Venerdì 6 febbraio alle ore 20 va in scena in Sala Teatro il nuovo lavoro di Gardi Hutter, coproduzione LAC. Con gardiZERO la clown più celebre della Svizzera sfida il palco vuoto e affronta il nulla, che in realtà nulla non è, ma custodisce un potenziale infinito. Con la sua comicità ostinata e una straordinaria fisicità scenica, la clownessa intraprende un nuovo viaggio: dal primo spasmo alla completa trasformazione, attraversa la materia dell’esistere con la leggerezza del gioco e la profondità della riflessione. Dopo nove creazioni incentrate sul tema della morte – archetipo della tradizione comica –, Gardi Hutter volge ora lo sguardo alla nascita, al momento in cui il niente diventa qualcosa, lo zero si fa uno, il silenzio si trasforma in gesto. gardiZERO è uno spettacolo senza parole in cui gli opposti convivono e i paradossi fioriscono, In un mondo sovraccarico di rumore, informazioni e agende colme, Hutter invita il pubblico a sostare nell’origine, a contemplare l’istante in cui tutto ha inizio e a celebrare la meraviglia del movimento continuo. Una festa alla fantasia: clownesca, grottesca, poetica.
Proseguono gli appuntamenti della rassegna spettacoli per famiglie che si svolge come di consueto al Teatro Foce; domenica 8 febbraio alle ore 16 va in scena I brutti anatroccoli della Compagnia Stilema lavoro liberamente ispirato all’omonima fiaba di Hans Christian Andersen di cui è protagonista Silvano Antonelli. Tra papere con gli occhiali, strumenti musicali e suggestioni poetiche, I brutti anatroccoli, spettacolo pensato per un pubblico di spettatori di età compresa tra i 3 e i 10 anni, racconta come ognuno possa trasformare la propria debolezza in una forza. La fiaba di Andersen si fa archetipo per affrontare un tema universale: il bisogno di appartenenza e
riconoscimento. La rassegna dedicata al giovane pubblico è organizzata in collaborazione con Rassegna senza confini del Teatro Pan.
Davide Livermore firma la regia di Fantozzi. Una tragedia in scena al LAC sabato 14 febbraio alle ore 20 e domenica 15 febbraio alle ore 17, straordinario universo di storie e personaggi immaginati da Paolo Villaggio in cui Gianni Fantoni è il protagonista e veste i panni del celeberrimo ragioniere. Paolo Villaggio è stato un acuto osservatore del nostro tempo, un testimone unico, sagace che ha raccontato come pochi altri decenni di storia e vita italiana attraverso quei personaggi che – da grande attore comico – ha saputo creare. La sua narrazione è stata una critica sociale acuta, una ricostruzione di un mondo osservato per paradossi, nelle sue contraddizioni prima della sua definitiva
dissoluzione. Fantozzi, Fracchia, Krantz, e poi la moglie Pina, la figlia Mariangela, i colleghi Filini, Calboni, la signorina Silvani sono tessere di un mosaico, sono maschere di una rinnovata commedia dell’arte, con cui Paolo Villaggio ha dato voce a una categoria umana oscillante tra opportunismo e cattiveria, tra piaggeria e violenza, tra disincanto e feroce arrivismo. A partire dagli anni Settanta del Novecento, questi personaggi hanno segnato l’immaginario collettivo, hanno creato un linguaggio prima inesistente talmente forte ed originale da determinare il parlare comune.




