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LUGANO

"Il ricamo come narrazione" al suo atto conclusivo

Articolato in dieci incontri, svoltisi tra il novembre 2025 e il gennaio 2026, il percorso ha tracciato uno spazio condiviso di creatività
LAC Lugano Arte e Cultura
Fonte LAC
"Il ricamo come narrazione" al suo atto conclusivo
Articolato in dieci incontri, svoltisi tra il novembre 2025 e il gennaio 2026, il percorso ha tracciato uno spazio condiviso di creatività

LUGANO - Sabato 7 febbraio, alle ore 14, nella Sala refettorio di LAC Lugano Arte e Cultura, si svolgerà l’atto conclusivo di "Il ricamo come narrazione", progetto di Abdelaziz Zerrou e Aglaia Haritz, vincitore di Cultura forte. Progetti da voci diverse, prima edizione del Bando Partecipazione Culturale 2025–2026, promosso dal Servizio per l’integrazione degli stranieri del Dipartimento delle istituzioni, dall’Ufficio del sostegno alla cultura e dall’Ufficio fondi Swisslos del Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport, del Cantone Ticino. Il progetto giunge al suo epilogo grazie ad una restituzione aperta a tutti; prenotazione consigliata su www.laclugano.ch.

Nato con l’obiettivo di ampliare l’accesso alla cultura eliminando le barriere strutturali che ne limitano la fruizione e promuovendo il coinvolgimento di persone con esperienza migratoria, il Bando Partecipazione Culturale sostiene progetti che valorizzano la pluralità di prospettive culturali, diversificando l’offerta e facilitando l’accesso a un pubblico che sia il più vasto possibile. Il ricamo come narrazione è l’ottavo capitolo di Embroiderers of Actuality, progetto artistico-sociale ideato da Abdelaziz Zerrou, artista multidisciplinare, e Aglaia Haritz, artista e mediatrice culturale del LAC per l’inclusione e l'accessibilità, pensato per donne e uomini rifugiati residenti in Ticino e persone residenti.

Articolato in dieci incontri, svoltisi tra il novembre 2025 e il gennaio 2026, il percorso ha tracciato uno spazio condiviso di narrazione e creatività; i partecipanti ne sono stati i protagonisti con il vissuto delle loro storie e delle loro culture. L’arte del ricamo si è fatta metafora e mezzo per conoscere, avvicinare, rammendare, e narrare le loro storie personali di esilio, identità e viaggio.

Nel corso del pomeriggio di sabato 7 febbraio saranno mostrati i lavori frutto del progetto, opere nate dalla condivisione delle esperienze, dall’ascolto reciproco e da un processo creativo capace di trasformare un gruppo di persone che non si conoscevano in una comunità. Chi lo desidera potrà unirsi al ricamo già avviato, proseguendo un gesto collettivo, oppure semplicemente fermarsi, ascoltare i racconti spontanei dei partecipanti e degli ideatori del progetto. Il senso più profondo di questo percorso è proprio questo: tessere una rete, come si fa con il filo e l’ago, creando legami, scambi tra persone con vissuti diversi.

«Nel suo atto conclusivo il progetto si apre a tutti come una soglia da attraversare: diventa l’ultimo punto del ricamo, quello in cui l’ago viene portato sul retro del lavoro e il filo viene fissato sotto ai punti già eseguiti. È un gesto discreto, quasi invisibile, bensì necessario affinché il ricamo non si disfi. Allo stesso modo, chi lo desidera approfondire le storie, immergendosi nelle trame che le sostengono – hanno dichiarato Aglaia Haritz e Abdelaziz Zerrou, ideatori del progetto – Questo nodo assicura la tenuta del lavoro, così come lo scambio umano custodisce la memoria degli incontri, permettendo che ciò che è stato condiviso resti tra le persone e possa continuare a esistere».

La partecipazione all’attività è libera; è consigliata la prenotazione su www.laclugano.ch. È previsto un momento conviviale. "Il ricamo come narrazione" rientra nelle attività della Partecipazione culturale, LAC edu, ed è sostenuto da UBS.

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