È settembre il nuovo mese dell'amore

Professione: wedding planner. Dalla scelta della location alla gestione degli imprevisti, «gli sposi spesso sottovalutano quanto lavoro c’è dietro». E oggi si dice "sì" più tardi, ma in modo sempre più unico
Professione: wedding planner. Dalla scelta della location alla gestione degli imprevisti, «gli sposi spesso sottovalutano quanto lavoro c’è dietro». E oggi si dice "sì" più tardi, ma in modo sempre più unico
SAVOSA - Con la bella stagione si apre anche la stagione dei matrimoni. Complice la primavera, sono tante le coppie che scelgono di dire “sì” davanti ad amici e parenti. E tra fiori, bomboniere e decorazioni, c’è chi decide di affidarsi a figure professionali come la wedding planner. «L’errore più frequente degli sposi - spiega Stefania Mauro di Petali di Riso - è sottovalutare il lavoro che c’è dietro. Organizzare un matrimonio richiede molto impegno, e spesso ci si rende conto solo il giorno stesso di quanta preparazione ci sia stata».
È proprio qui che entra in gioco il suo ruolo: «Mi occupo dell’organizzazione completa, dalla ricerca del luogo del ricevimento alla scelta di musica, fotografo, fiori e decorazioni. In pratica seguo tutto ciò che gli sposi desiderano per il loro giorno». Un percorso che, precisa, «dura mediamente un anno». Dopo aver raccolto gusti e desideri - a volte con carta bianca - tutto parte da una pianificazione precisa: «Preparo una checklist con le attività suddivise per tempistiche. Si inizia dalla location, poi si definisce lo stile e si prosegue con la scelta dei fornitori, dagli inviti alla musica, seguendo un ordine cronologico».
Negli ultimi anni, però, i numeri dei matrimoni sono in calo. Secondo gli ultimi dati del 2024 dell’Ufficio federale di statistica (Ust), le nozze registrate in Svizzera sono state 36’800, circa mille in meno rispetto al 2023, segnando il secondo anno consecutivo di diminuzione. Una tendenza confermata anche in Ticino dai dati dell’Ufficio cantonale di statistica. Stefania Mauro, attiva dal 2012, non parla però tanto di calo quanto di cambiamento: «Oggi ci si sposa più tardi. Molte coppie convivono prima, a volte hanno già figli, quindi il matrimonio arriva dopo rispetto al passato». Cambiano anche le tendenze: «Sono aumentate le cerimonie simboliche, spesso all’aperto e in stile americano, più personalizzabili e meno formali rispetto a quelle religiose». Per il 2026, inoltre, si conferma la preferenza per «matrimoni intimi, con pochi invitati». Così come la stagionalità: «D’estate fa troppo caldo, quindi si preferiscono primavera e autunno. Ma ultimamente il mese più richiesto resta settembre».
In oltre dieci anni di attività, non sono mancate richieste particolari: «Ho organizzato matrimoni sulla neve, ad Halloween, a Natale o con temi insoliti come il nero. Sono scelte fuori dal comune, ma spesso legate alla storia degli sposi». Le capita anche di emozionarsi, «durante il nostro percorso si crea un legame». Sebbene non manchino le situazioni delicate: «Ci sono spesso dinamiche familiari, come genitori separati o tensioni, a cui prestare attenzione. Il mio compito è gestirle con discrezione per garantire una giornata serena». E non mancano nemmeno gli imprevisti: «Dalla sposa che dimentica il bouquet alla pioggia. Per questo è fondamentale avere sempre un piano B».
E chi sta pensando al grande giorno consiglia: «Iniziate con anticipo. Un anno può sembrare tanto, ma non lo è: permette di scegliere con calma e avere più opzioni, evitando decisioni affrettate».





