Manifestazione non autorizzata: «Chi paga? E quei volti coperti?»

L’UDC interroga la Città sui costi e la gestione della manifestazione antifascista del 21 febbraio.
LUGANO - Dopo l'interpellanza della Lega arriva l’interrogazione dell'Udc. Fermi i toni dei firmatari*, che puntano il dito contro la manifestazione antifascita «non autorizzata», svoltasi in Piazza Manzoni a Lugano sabato 21 febbraio.
Nel testo indirizzato al Municipio, i consiglieri democentristi richiamano il principio della libertà di espressione e di riunione, garantito dall’ordinamento svizzero, sottolineando però come tale libertà «non sia assoluta» e debba esercitarsi nel rispetto delle procedure e delle regole vigenti.
«Quando una manifestazione si svolge deliberatamente senza autorizzazione - si legge -, l’autorità non è più chiamata a garantire un diritto, bensì a gestire una violazione».
I costi a carico della collettività - Al centro dell’atto parlamentare vi è il tema dei costi. Secondo l’UDC, eventi di questo tipo comportano mobilitazioni straordinarie delle forze dell’ordine, un impiego significativo di risorse pubbliche e potenziali rischi per la sicurezza di cittadini e commercianti.
Il gruppo chiede quindi al Municipio di Lugano di quantificare nel dettaglio l’onere finanziario legato alla manifestazione del 21 febbraio 2026, specificando le ore-unità d’impiego della Polizia comunale, l’eventuale intervento della Polizia cantonale o di altre forze cantonali, le ore straordinarie effettuate, i costi logistici, eventuali spese di pulizia straordinaria, eventuali danni a beni pubblici e ulteriori costi diretti e indiretti.
Non solo. L’UDC domanda anche quante manifestazioni non autorizzate si siano svolte nel 2025 sul territorio cittadino e quale sia stato il loro impatto in termini di sicurezza, interventi di polizia e procedimenti avviati, oltre all’ammontare complessivo dei costi sostenuti lo scorso anno.
Volto coperto e normativa federale - Un altro punto sollevato riguarda la presenza, durante l’evento, di individui con il volto coperto. Una situazione che – secondo i firmatari – si sarebbe già verificata in altre occasioni.
Il punto, in questo caso, sarebbe la non applicazione della normativa federale sulla dissimulazione del volto, approvata da Popolo e Cantoni. Per l’UDC, il suo rispetto «non può essere discrezionale né subordinato a valutazioni di opportunità politica».
Al Municipio vengono quindi rivolte precise domande: quante persone sono state identificate, quanti fermi sono stati effettuati, quante sanzioni o denunce sono state formalmente elevate, se la normativa federale sulla dissimulazione del volto sia stata applicata e con quali esiti, in caso contrario, per quale motivo non sia stata applicata.
«Chi paga quando la legge viene ignorata?» - Infine, l’interrogazione pone una questione di principio: è sostenibile che i costi derivanti da manifestazioni organizzate in violazione delle regole ricadano integralmente sulla collettività?
Il gruppo UDC chiede al Municipio se intenda proporre o sostenere misure regolamentari o legislative volte a rafforzare il principio di responsabilità finanziaria e giuridica di chi promuove tali eventi.
«La democrazia vive di diritti, ma anche di regole», conclude l'interrogazione. «Quando le regole vengono ignorate e i costi socializzati, il messaggio che passa è pericoloso: chi rispetta la legge paga, chi la aggira no».
*Norman Luraschi, primo firmatario
Paolo Andreetti
Raide Bassi
Alain Bühler
Stefano Gambazzi
Siro Mazzuchelli
Zahra Rusconi



