«Le interpellanze siano trattate seriamente. Altrimenti che siano abolite»

Il deputato dell'MPS Giuseppe Sergi bacchetta il Consiglio di Stato su due interpellanze - riguardanti il caso Ermani - rimaste parcheggiate per oltre un anno prima di ottenere risposta
BELLINZONA - «Più che intervenire sul dettaglio di queste interpellanze. Credo che già le date siano significative di un problema che abbiamo in questo Gran Consiglio». Le parole sono di Giuseppe Sergi e le interpellanze in questione sono quelle riguardanti il caso e le dimissioni del giudice Mauro Ermani.
Per il deputato MPS, la situazione attuale, chiaramente, non funziona. Un’interpellanza risale al gennaio 2025, l’altra è del settembre 2024. «E non sono le uniche che sono state parcheggiate lì», sottolinea Sergi. «E la motivazione è sempre quella della presunta esistenza di inchieste o indagini che non permetterebbero al governo di esprimersi».
Un’urgenza - ha proseguito il deputato del Movimento per il socialismo - ignorata all’epoca. «È un segnale chiaro di questo malessere nel funzionamento del Gran Consiglio». Il fatto che le interpellanze «come strumento di discussione politica siano, di fatto, quasi annullate. Se c’è un istituto del parlamento che è l’interpellanza, o la si tratta seriamente o si decide di abolirla»
Ora «riceverò volentieri» le risposte, anche se «ormai sono superate dagli eventi», ha concluso. «Deputato Sergi, possiamo chiudere il cerchio. Visto che ha detto che le risposte se le può dare da solo, se le dia solo. E riportiamo l’attenzione sui problemi da lei sollevati. Io non sono qui a fare lavoro inutile», ha replicato seccamente il consigliere di Stato Claudio Zali, che tuttavia - al netto di rilevare il peso di quelli che sono gli «importanti impedimenti e le procedure in corso, il cui contenuto non è noto neanche al Consiglio di Stato» - ha riconosciuto «che il problema da lei sollevato, esiste».



