Incendi nelle scuole: «Siamo preparati?»

Un'interrogazione (bis) di Maddalena Ermotti-Lepori e Michel Tricarico chiede al Consiglio di Stato di fare chiarezza sui piani di evacuazione negli istituti cantonali
BELLINZONA - «Incendi nelle scuole: siamo preparati?». No, non si tratta di un déjà vu. La questione era già stata presentata all'attenzione del Consiglio di Stato nel dicembre del 2024. Ma a quell'interrogazione «non è ancora stata data risposta». E così, i deputati del Centro Maddalena Ermotti-Lepori e Michel Tricarico hanno ripresentato l'atto parlamentare.
L'innesco della precedente interrogazione, lo ricordiamo, era stato il principio d'incendio avvenuto alla CSIA di Lugano il 26 novembre 2024. In quell'occasione, per fortuna, nessuno si fece male. Il tema è poi tornato con prepotenza d'attualità in questo inizio di 2026, dopo i tragici fatti di Crans-Montana.
Tornando a quanto accaduto quel giorno di novembre, rilevano i due firmatari, «preoccupa però il fatto che gli altoparlanti nelle aule fossero fuori uso: infatti, l’allarme è stato poco udibile, e solo in due piani, mentre nella maggior parte delle aule esso non è stato udito affatto, e dunque la necessità di evacuazione delle aule è stata fatta conoscere dal direttore, che è corso di aula in aula a dare l’allarme». Da qui, la richiesta di fare chiarezza sui piani di evacuazione previsti nelle scuole cantonali
«I docenti e il personale, sono stati formati a gestire una eventuale situazione di pericolo?». E «l e porte tagliafuoco, sono presenti in tutte le scuole?», chiedono inoltre Ermotti-Lepori e Tricarico al governo.



