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L'officina FFS di Chiasso è salva

La conferma in una lettera inviata dai vertici delle FFS ai municipi del Basso Mendrisiotto
Archivio Ti Press
Fonte Cdt
L'officina FFS di Chiasso è salva
La conferma in una lettera inviata dai vertici delle FFS ai municipi del Basso Mendrisiotto

CHIASSO - Si allenta la tensione all'officina di manutenzione di Chiasso. A dissiparla le stesse FFS, che in questi giorni hanno fatto recapitare ai Comuni del Basso Mendrisiotto una lettera firmata dal CEO Vincent Ducrot e dal responsabile del traffico merci Alexander Muhm. Nel documento, datato 25 novembre e anticipato questa mattina dal Corriere del Ticino, il messaggio è chiaro: l’officina di non è toccata dal riorientamento del traffico a carri isolati (TCI). L’impianto, ribadiscono, «rimane una struttura di primaria importanza» e una sua chiusura non è in discussione. Una frase che, da sola, basta a sgonfiare la preoccupazione che serpeggia da settembre, quando l’ipotesi di uno smantellamento – assieme ai depositi di Briga e Buchs – aveva messo in allarme il territorio.

La prima fase della riorganizzazione - A maggio FFS Cargo aveva annunciato la prima fase di organizzazione: 65 posti di lavoro sacrificati a livello nazionale, 40 dei quali in Ticino, anche se per tutte le persone coinvolte è stata trovata un’alternativa; otto terminal destinati alla chiusura, tra cui Cadenazzo e Lugano-Vedeggio. La prima di una lunga ristrutturazione.

Nella lettera inviata agli Esecutivi di Chiasso, Balerna, Morbio Inferiore, Novazzano e Vacallo, Ducrot ricorda che il traffico merci delle FFS poggia su tre componenti: i treni completi, il traffico combinato (TC) e il traffico a carri isolati (TCI). Solo la prima si sostiene da sola; le altre due pesano sui conti. Da qui, la necessità di una «trasformazione strutturale e profonda». E così, dopo il TC, arriva il momento di intervenire anche sul TCI.

Officina garantita, incertezze sul personale - Sul fronte dell’officina chiassese, il documento non lascia spazio a dubbi dunque. Mentre ne rimangono sul fronte del personale. La riorganizzazione del TCI sarà accompagnata da una revisione dell’organico: «Si renderanno necessari spostamenti di personale e una riduzione del numero dei depositi», si legge. Chiasso non rientra tra quelli a rischio, ma le sedi del personale di manovra cambieranno, e il numero preciso dei posti coinvolti sarà discusso solo nella primavera 2026 con le parti sociali.

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