TiPress - foto d'archivio
Edo Bobbià, a destra, mentre porta in Cancelleria insieme a Tiziano Moccetti le firme dell'iniziativa "Grazie Cardiocentro", il 5 novembre 2018.
LUGANO
19.04.2019 - 08:260
Aggiornamento : 13:42

SMS choc del Cardio al deputato: «Non ti sarà indolore»

Il deputato Giovanni Pagani segnala l'intimidazione ricevuta da Edo Bobbià, coordinatore del gruppo "Grazie Cardiocentro", e la minaccia di pagar pegno elettorale. Come poi avvenuto

4 mesi fa «Nessun boicottaggio di Pagani. Ma mi aveva deluso»

LUGANO -  Una rete formata da 2400 sostenitori che nel periodo precedente il voto è stata imboccata dal Cardiocentro sui candidati da appoggiare. E, soprattutto, su quali boicottare.

È uno scenario inquietante quello che emerge da un SMS che Edo Bobbià, coordinatore del gruppo "Grazie Cardiocentro", ha spedito alcuni mesi fa al deputato in carica (e poi non rieletto) Giovanni Pagani: «Caro Giovanni, si sta diffondendo molto velocemente la notizia che stamane hai votato contro la ricevibilità dell'iniziativa sul Cardiocentro. Non ho capito il senso del tuo no. Purtroppo non ti sarà indolore a livello di consensi elettorali, specie nel Luganese ma non solo. La settimana prossima lo comunicheremo ai nostri 2400 sostenitori. Mi dispiace. Cordialmente Edo».

A raccontare i fatti è lo stesso Pagani che ha scritto ieri una lettera all'Ufficio presidenziale del Gran Consiglio per segnalare «un grave evento di cui sono stato oggetto ma che, in generale, intacca le nostre istituzioni e il loro funzionamento». «Durante la riunione del 28 febbraio - scrive il deputato PLR - in Commissione sanitaria è stata discussa la ricevibilità dell'iniziativa sul Cardiocentro. Poche ore dopo ricevo...». Lo schermo dello smartphone di Pagani si illumina ed appare l'SMS incriminato: «Caro Giovanni... non ti sarà indolore».

Pagani scrive di non aver parlato prima per evitare che «questo SMS infuocasse ulteriormente la discussione sul futuro del Cardiocentro durante il periodo pre-elettorale». Lo denuncia adesso, perché «un tale comportamento non può essere assolutamente sottaciuto».  E dopo aver puntato il dito contro il segreto commissionale infranto, torna al vero vulnus: «Un sistema dove prima vengono suggeriti dei "consigli", seguiti da delazione, per poi finire con delle ritorsioni, non può essere tollerato nel nostro Paese. Nel caso in questione, non posso nemmeno escludere che altri commissari siano stati contattati dal gruppo "Grazie Cardiocentro" al fine di indirizzare sia la tempistica della trattazione dell'iniziativa, segnatamente in periodo pre-elettorale, che la discussione in Commissione e l'esito della votazione».

Il finale della lettera è un invito a tenere alta la guardia alla nuova presidenza del Gran Consiglio «sul fatto che il non rispetto della confidenzialità commissionale è un atto perseguibile penalmente». Insomma c'è lavoro per Pagani, ma stavolta si tratta del procuratore generale.

Leggi il nostro dossier "Cardiocentro, 25 anni di polemiche"

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