Tagli alla Stabilit: a rischio 35 posti di lavoro

La riduzione di organico avverrebbe in due tappe, la prima delle quali in primavera. I sindacati incontreranno la direzione la prossima settimana
STABIO - È una fase di forte incertezza quella che attraversano i dipendenti della Stabilit di Stabio, azienda attiva in via Lische. A fine gennaio la direzione ha notificato all’Ufficio giuridico della Sezione del lavoro di Bellinzona l’avvio di una procedura di consultazione, un passaggio che apre alla possibilità di un licenziamento collettivo.
Secondo le informazioni raccolte dal Corriere del Ticino, i tagli prospettati sono consistenti: fino a 35 collaboratori su un totale di 82 potrebbero perdere il posto, oltre il 40% dell’attuale organico. Stabilit Suisse si presenta come la società svizzera leader nella produzione di lastre e sistemi in policarbonato e fa parte di un gruppo multinazionale attivo a livello globale nel settore dei materiali plastici per l’edilizia e in altri ambiti. Dal 2017 l’azienda è controllata dal gruppo messicano Verzatec.
Alla base della decisione, comunicata il 27 gennaio, vi sarebbero risultati economici giudicati insoddisfacenti negli ultimi anni. In particolare, la direzione segnala una contrazione dei margini e un aumento dei costi operativi, fattori che mettono sotto pressione la sostenibilità dell’azienda nel medio-lungo periodo. Negli ultimi mesi sono già state introdotte misure correttive: razionalizzazione dei processi, investimenti per aumentare la produttività e contenimento delle spese non essenziali. Nonostante ciò, la situazione finanziaria non consentirebbe di mantenere l’attuale struttura dei costi, aggravata anche dalla forza del franco sull’euro e da un mercato internazionale sempre più competitivo, con l’ingresso di nuovi concorrenti.
La procedura ha coinvolto il sindacato OCST. Le trattative sono in corso e puntano a ridurre il numero dei licenziamenti e a definire un piano sociale, con particolare attenzione al ricollocamento dei lavoratori colpiti. Al momento si ipotizza che le notifiche possano avvenire in due fasi nel 2026: la prima in primavera, con circa 15 persone coinvolte. Il confronto tra le parti prosegue, con nuovi incontri previsti nei prossimi giorni.



