Cerca e trova immobili
BELLINZONA

Investito e trascinato da un'auto per 15 metri, vivo per miracolo

Il calvario dell'ex poliziotto Adriano Meoli. L'incidente, il coma, l'incapacità di riconoscere i famigliari, la lunga riabilitazione. E un presente fatto di tanta determinazione.
Investito e trascinato da un'auto per 15 metri, vivo per miracolo
Foto: Rescue Media/ Ti Press
Investito e trascinato da un'auto per 15 metri, vivo per miracolo
Il calvario dell'ex poliziotto Adriano Meoli. L'incidente, il coma, l'incapacità di riconoscere i famigliari, la lunga riabilitazione. E un presente fatto di tanta determinazione.

BELLINZONA - Investito sulle strisce pedonali e trascinato per una quindicina di metri. Sono da poco passate le 18 di lunedì 27 ottobre 2025 quando la vita di Adriano Meoli, 79enne ex poliziotto ed ex responsabile della sicurezza per Lugano e Bellinzona calcio, subisce uno stop brutale. Inatteso. Lì sull'asfalto di Via Henri Guisan a Bellinzona Adriano ha rischiato di morire. «Le due settimane successive sono stato in coma. Poi sono seguiti il coma farmacologico e le cure intense. Quando mi sono risvegliato non riconoscevo più i miei famigliari». 

Trauma cranico fortissimo
Dopo mesi e mesi di riabilitazione Adriano è finalmente tornato nella sua casa di Avegno, in Vallemaggia. Il percorso verso la normalità è ancora lungo. La sua agenda trabocca di appuntamenti da medici e specialisti. Per visite, esami e controlli da fare. «Ho avuto la fortuna di non avere riportato gravi danni alla testa. E questo nonostante io abbia sfondato il parabrezza della vettura che mi ha investito. Il trauma cranico è stato fortissimo. A livello motorio invece ci sono ancora problemi di mobilità. È come se avessi qualcosa che mi blocca dal ginocchio in giù, un'assenza di sensibilità. Gli specialisti mi hanno suggerito di andare a fare una visita a Zurigo per vedere se si può cambiare qualcosa».  

Questione di mezzo metro
Adriano ripercorre il suo calvario e quello dei suoi famigliari. E la sua voce, solitamente molto ferma, è quasi rotta dalla commozione. «Per sei mesi sono stato rinchiuso in ospedali e strutture riabilitative. A lungo sono stato anche sulla sedia a rotelle. Ho sentito davvero la presenza della mia famiglia, di mia moglie, dei miei figli, dei nipoti. È stato un infinito recupero. E ogni tanto penso a quella sera. Stavo andando a una riunione del Bellinzona calcio. Non avevo fretta. Quell'auto mi ha beccato sulle strisce, mi mancava mezzo metro al marciapiede». 

«Non andavo mai dal medico»
La persona che lo ha investito è una donna 85enne che nel frattempo ha anche ricevuto una condanna per l'accaduto. «In questi mesi non si è mai fatta sentire personalmente, solo tramite il suo avvocato. Un po' mi dispiace. Ma non voglio giudicarla. Non conosco la sua situazione. La rispetto. Devo pensare a me ora. Sono reduce da tante operazioni: all'anca, al bacino, al braccio, alla mano, alla spalla... Dovete pensare che io prima di questo episodio non andavo praticamente mai dal medico e non avevo quasi mai ingerito un farmaco. Ora mi tocca farlo. Ed è qualcosa di totalmente inedito per me». 

La cura del pallone
C'è una cosa che colpisce di Adriano in questo preciso momento. E che forse vale più di tante medicine. «Piano piano ho ripreso a occuparmi un po' delle cose che facevo prima. Mi capita di fare dei favori burocratici a chi ne ha bisogno, anche legati al mondo del calcio. È un po' una mia vocazione. E poi io non so dire di no. Il pallone non l'ho dimenticato. In questo periodo cerco di dare delle opinioni utili sulla situazione del Bellinzona. Qualche tempo fa, quando ero ancora in clinica, ho anche chiesto due congedi per andare a vederlo».

La stagione dei granata è stata sportivamente (e non solo sportivamente) drammatica ed è culminata con la retrocessione dalla Challenge League alla Prima Lega Promotion. «Ma entrambe le volte in cui c'ero io allo stadio, la squadra ha vinto. Qualcuno diceva che portassi fortuna. Sì, il Bellinzona è sempre nel mio cuore. E spero che in questo momento delicato ci sia sensibilità per il settore giovanile. Ecco, quando vedo che nella mia agenda non ci sono solo appuntamenti dal dottore sto già un pochino meglio nello spirito».

Entra nel canale WhatsApp di Ticinonline.
Iscriviti alla newsletter giornaliera di Tio per ricevere le notizie più importanti direttamente nella tua casella di posta.
Naviga su tio.ch senza pubblicità Prova TioABO per 7 giorni.
COMMENTI
NOTIZIE PIÙ LETTE